Spunta il ‘Solar’ nella ‘galassia’ Laforgia

Rettore Laforgia

LECCEUn progetto da oltre 12 milioni di euro, che parte da un’idea straordinaria, lo sviluppo industriale del solare termodinamico la cui invenzione risale a Carlo Rubbia. E che poi rientra a pieno titolo nella ‘galassia’ Laforgia, quella rete di ruoli pubblici e interessi privati di Domenico Laforgia e dei suoi familiari che rischia di generare un conflitto d’interessi interno e esterno all’Università del Salento.

Una galassia delucidata ne ‘L’Indiano’ andato in onda mercoledì scorso. Eccone un pezzo:

Stralcio scheda

  1. di cui è socio anche la società ‘Stim Engineering’
  2. ovvero un’altra delle società storiche di Domenico Laforgia
  3. anch’essa presieduta da Maurizio Laforgia, come la ‘Laforgia, Bruni and partners’: entrambe hanno una sede leccese in via Idomeneo, accanto all’abitazione del Rettore
  4. come in via Idomeneo ha una sede leccese anche la ‘Turboden’
  5. una società di tecnologia solare che riceve importanti finanziamenti ministeriali, pari a oltre 12 milioni di euro per un progetto in partnership con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, a cui afferisce Domenico Laforgia, responsabile del progetto ‘Solar’
  6. dal progetto ‘Solar’ verrà, ad esempio, un incarico da 10.000 euro ad Alessandro Delli Noci, che – va detto – l’Ingegnere richiama sul suo stesso sito internet
  7. inoltre, una delle più importanti azioni di formazione del progetto‘Solar’ riguarda 2 master; non a pagamento, ma con borsa di studio: 31.000 euro l’anno per i vincitori dei master. Una delle due Commissioni scientifiche dei master è presieduta dalla Prof.ssa Teresa Donateo
  8. e il primo dei vincitori si chiama Michele Selvaggi
  9. sia Teresa Donateo
  10. che Michele Selvaggi compaiono nell’assetto aziendale della ‘Laforgia, Bruni and partners’, contenuto nel curriculum aggiornato all’aprile 2011

Ed ecco i documenti che comprovano quanto abbiamo detto mercoledì: in bella vista, in via Idomeneo, accanto all’abitazione del Rettore, le insegne comuni della ‘Laforgia, Bruni and partners’ e della ‘Stim Engineering’ e quella, distinta ma non distante, della ‘Turboden’.

Ecco il decreto del Direttore del Miur, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che finanzia con 12 milioni 366.000 euro il laboratorio pubblico-privato denominato progetto ‘Solar’, nato dalla partnership – tra gli altri soggetti – di Unisalento e ‘Turboden srl’.

Ecco il decreto di incarico ad Alessandro Delli Noci, unico candidato della procedura comparativa il cui avviso è stato bandito il 26 aprile 2010 ed è scaduto una settimana dopo, il 3 maggio 2010.

Ecco anche – questo passaggio ci era sfuggito mercoledì scorso – il rapporto di consulenza, svolto da ‘Sphera’ (uno degli spin-off universitari amministrato dall’Assessore) nei confronti della ‘Turboden’, desunto dal curriculum aziendale di ‘Sphera’.

E poi, ecco il regolamento del master ‘Turboden’, della durata di un anno, in cui i 24 vincitori percepivano 31.178 euro a testa come borsa di studio. A scegliere i vincitori, 2 Commissioni, la prima delle quali presieduta dalla Prof.ssa Teresa Donateo, del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Il primo dei vincitori del master – ecco qui la graduatoria – è Michele Selvaggi.

Ed ecco qui l’organigramma aziendale nel quale compaiono sia Teresa Donateo che Michele Selvaggi, cioè l’esaminatrice e l’esaminato del master da 31.000 euro, l’organigramma aziendale della ‘Laforgia, Bruni and partners’, la società che ha sede in via Idomeneo, proprio accanto alla ‘Turboden’ che è partner del master e dell’abitazione di Domenico Laforgia Rettore, socio e professore.

Commenti

  1. luca scrive:

    Perchè al posto di infangare chi riesce a drenare risorse per la ricerca e per la formazione dei cervelli non spiegate in cosa consiste il progetto, quali sono gli obiettivi, lo stato dell’arte, le strutture coinvolte. E’ facile che il quisque de populo sia attrato dalle meravigliose tele lupiane, ma attenzione che il danno per l’Istituzione è incalcolabile! Altro che Regione Salento, Regione Ammazza Salento!

    1. MazzoDiCarte scrive:

      Premetto che non difenderò il Rettore a spada tratta, ma non posso che sottoscrivere quanto riportato dai sig.ri Luca e Mario.

      Spero di non offendere nessuno se mi permetto di asserire che il modo di operare di TR è il chiaro emblema del giornalismo di infima lega spacciato per giornalismo d’inchiesta, degno di essere seguito dai peggiori “popoli bue”. Spero che i Leccesi non siano tali e provino come me imbarazzo e disgusto.

      La vostra redazione, nominando “a caso” – usando un eufemismo – persone alla rinfusa, sta usando il “metodo Boffo” per gettare discredito sul nostro Ateneo, non curandosi che in questo modo si colpiscono direttamente ed indiscriminatamente le persone che lo costituiscono. Non nomi, non incaricati, ma persone.

      L’Ateneo è costituito prima di tutto da persone che, pur operando con risorse limitate, con il loro lavoro danno lustro a questa terra: grazie ai progetti portati avanti, l’Ateneo si fa volàno per l’economia locale attirando investimenti che altrimenti andrebbero altrove.

      Riguardo alcune delle persone nominate nei vostri “articoli”, personalmente, metterei la mano sul fuoco se mi fosse chiesto della loro serietà e della loro totale trasparenza.

      Probabilmente Lecce non è degna di ospitare cervelli, idee e progetti. Illustrissimi prof. della Facoltà di Ingegneria, disgustati dal “killeraggio” a cui i media locali stanno sottoponendo l’Istituzione Universitaria Salentina, hanno intenzione di fare le valigie. Il danno per gli studenti e per il territorio è incalcolabile.

      Evidentemente, lo affermo a malincuore, Lecce merita il filobus, la Regione Salento e qualche altra nota di colore.

      Un “ex ma non troppo” studente.

  2. Mario scrive:

    Caro Direttore,

    Sono indignato per questo costante bombardamento sugli eventi che vedono al centro dell’attenzione l’Università del Salento, il Rettore Laforgia e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono con il lavoro e la ricerca alla crescita del nostro territorio. È oltremodo oltraggioso il tono e l’arroganza con cui Lei e i Suoi colleghi trattate l’argomento (sbeffeggiando anche su facebook il Rettore). Un conto è riportare le notizie, un altro è fare dei processi mediatici volti solo alla condanna e alla distruzione delle persone. É innegabile la libertà di parola che va preservata sempre, ma la diffamazione solo per propri rancori personali è squallida. Avete cominciato ad occuparvi di questi eventi a poco più di un anno dalla fine del mandato del Rettore Laforgia, se quello che quotidianamente propinate alla gente fosse vero, perché occuparsene solo adesso? E poi, Direttore, è evidente che brancolate nel buio e che pur di fare notizia e clamore, ma soprattutto pur di infangare il Rettore e tutti coloro che con Lui collaborano, vi siete ridotti a scavare nella vita privata in cerca di uno scoop sensazionale. È triste vedere come realtà che in altre regioni rappresentano l’orgoglio di una comunità, in questa nostra regione passano per mafiose. Parlate della galassia di Laforgia, paragonandolo a Limone (condannato per reati realmente commessi), coinvolgete nella mischia delle vostre elucubrazioni spin off e persone che, secondo la vostra contorta visione della storia, appartengono a questa galassia. Quotidianamente chiedete le dimissioni del Rettore per una questione etica, proprio voi che di etica, dignità e pudore non conoscete neanche il significato! Quello che rendete a questa comunità non è servizio pubblico: la disinformazione è di gran lunga peggiore della mancanza di informazione.

    Vi scandalizzate e criticate chi sostiene il Rettore, senza considerare che un buon maestro ha sempre un grande seguito, vi sareste dovuti meravigliare se il sostegno non ci fosse stato. Chi ha avuto il privilegio di conoscere il Magnifico Rettore e ne conosce le qualità umane e professionali non dà credito ai vostri tentativi sgangherati di diffamazione. La verità è che la storia è molto più semplice di quella che cercate di rappresentare, ma a voi non interessa, perché l’unico interesse è solo quello di creare confusione in chi non conosce queste realtà, al fine di instillare il dubbio, con l’unico obiettivo di distruggere chi non rientra nel VOSTRO MONDO. Invece di sparare a zero contro tutti, nella speranza di ottenere prima o poi la notizia che cercate, fareste bene a documentarvi, senza pregiudizi mentali, solo così sareste in grado di fare un giornalismo degno di questo nome e non sareste costretti a dover attaccare post-it su un muro nel vano tentativo di dimostrare l’indimostrabile.

    Cordiali saluti