AIA, il Piano Ilva supera l’esame del Ministero

Ilva

ROMAPassa in Commissione Istruttoria dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva, il Piano dell’azienda.  Il programma, presentato dal siderurgico nei giorni scorsi al Ministero dell’Ambiente, illustra l’attuazione delle prescrizioni dell’AIA.

La Commissione, della quale fanno parte anche Comune, Provincia di Taranto e Regione Puglia, ha ritenuto coerenti i tempi fissati dall’AIA per le varie prescrizioni con quanto prospettato dall’Ilva nel suo piano.

All’incontro a Roma, al Ministero dell’Ambiente, è intervenuto per l’azienda il Direttore dello stabilimento di Taranto, Adolfo Buffo. La Commissione ha sollecitato l’Ilva ad avviare  subito i lavori, attuando il cronoprogramma fissato dall’AIA.

Gli interventi, mirati all’abbattimento delle emissioni inquinanti nell’aria, si sviluppano in un arco di 3 anni e prevedono un impegno finanziario da 3 miliardi e mezzo di euro a carico dell’azienda.

Da parte sua, Ilva ha ribadito che il sequestro giudiziario dell’area a caldo, disposto dalla Magistratura per disastro ambientale, rappresenta un ostacolo all’attuazione delle prescrizioni.  La Commissione, tuttavia, avrebbe comunque raccomandato all’Ilva di andare avanti, spiegando “che il sequestro non può essere in alcun modo un alibi, perchè gli interventi posti nell’AIA non si facciano”.

Alcuni componenti  della Commissione ritengono, infatti, che sugli interventi non può che esserci condivisione da parte della stessa Magistratura,  se il fine “è quello di migliorare l’ambiente e ridurre le emissioni nocive nell’aria”.

Infine è stato  evidenziato che, a fronte di eventuali ritardi dell’Ilva, scatteranno le prime diffide del Ministero.

L’Ilva comunque resta intenzionata a chiedere il dissequestro degli impianti, ora che c’è l’ok al piano  per l’AIA, una iniziativa che dovrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni. Su questo, da parte di esponenti della Commissione, sarebbe stato prospettato all’Ilva l’opportunità di esplorare anche soluzioni alternative al dissequestro come, ad esempio, un sequestro con facoltà d’uso.