‘Terminator’ scarcerati, i Radicali interrogano il Ministro

Ministro Paola Severino

BRINDISI – Un’interrogazione scritta al Ministero della Giustizia per conoscere eventuali iniziative ispettive sull’operato della Procura di Brindisi e del Pubblico Ministero Raffaele Casto, titolare dell’indagine che, nell’ottobre dello scorso anno, portò all’arresto dei 5 ragazzi francavillesi trovati in possesso di armi da guerra, poi liberati solo qualche settimana fa per decorrenza dei termini di durata massima della custodia cautelare.

La pattuglia parlamentare dei Radicali in forza al Partito Democratico composta dagli Onorevoli Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci ed Elisabetta Zamparutti scrive al Ministro Paolo Saverino, riportando a galla l’ultimo atto in ordine di tempo, dell’operazione ‘Terminator’, ovvero la scarcerazione di Gianluca Della Corte di 26 anni, Vitantonio Spirito di 25, Maurizio Parisi, 23 anni e i 24enni Giovanni Passiante e Giovannino Resta, tutti di Francavilla Fontana.

I 5 furono arrestati all’alba del 25 ottobre 2011 con l’accusa, a vario titolo, di porto, trasporto, detenzione e traffico  illegale di armi comuni e da guerra clandestine, ricettazione ed  esplosioni pericolose.

Ad effettuare gli arresti, su disposizione del Pubblico Ministero Raffele Casto, i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Francavilla, che nell’occasione sequestrano anche un nutrito e micidiale arsenale composto da un fucile d’assalto AK 47 Kalashnikov M70AB2, una carabina da caccia Remington 30-06 e un’artigianale lupara ricavata da una doppietta Bernardelli calibro 12. A corredo del tutto, anche 49 cartucce per la stessa Remington.

L’operazione ‘Terminator’ prese vita dalle indagini atte a scoprire le identità degli assassini dell’imprenditore francavillese Vincenzo Della Corte, freddato a colpi di pallettoni a San Michele Salentino l’8 ottobre 2010, del 18enne Francesco Ligorio, passeggero dell’obiettivo Nicola Canovari, ma vittima incolpevole dell’agguato in superstrada dell’11 novembre dello stesso anno e 5 settimane più tardi, di Fabio Parisi, freddato la mattina del 22 dicembre nella centralissima via Regina Elena.

La portata dell’operazione, quindi, fu sicuramente notevole, tanto da rendere quantomeno anomala la scarcerazione dei giovani dopo 365 giorni, per una quanto mai banale decorrenza dei termini massimi di carcerazione. Da qui, l’iniziativa Parlamentare dei Radicali“Premesso che da notizie di stampa si apprende che non avendo il Pubblico Ministero Raffaele Casto di Brindisi esercitato entro 12 mesi l’azione penale lo stesso ha chiesto la sostituzione del carcere con l’obbligo di dimora”, i 6 Parlamentari chiedono al Ministro “se sia a conoscenza dei fatti narrati e se intenda assumere iniziative ispettive presso i citati Uffici giudiziari ai fini dell’esercizio dei poteri di competenza”.