Università dei conflitti, torna ‘L’Indiano’ alle 21.30 su Telerama

'L'Indiano'

Alle 21.30, ritorna  ‘L’Indiano’,   il quindicinale d’inchiesta di TeleRama curato e condotto dal Direttore di TrNews Danilo Lupo. Una puntata speciale che scava nell’Ateneo salentino e accende un faro sull’Università del Salento: conflitti d’interesse e scontro di visioni. 

 E le repliche de ‘L’Indiano’ andranno in onda domani su TeleRama subito dopo Tr Sport alle 15.30 e  poi a mezzanotte, mentre su TeleSalento domani alle 18.30.

Appuntamento, dunque, a stasera alle 21.30 su Telerama.

Commenti

  1. gaetano scrive:

    Carissimo Direttore,
    spero che lei si impegni così tanto per una giusta informazione e non per chi ha in mente un progetto ben preciso…
    In questa sua inchiesta, si è mai chiesto quanti giovani salentini lavorano nelle società e spin off che lei ha così geometricamente ricostruito? e se tutti i finanziementi regionali siano serviti a dare stipendi a famiglie di potenziali precari o disoccupati? che ne pensa del conflitto di interesse che può avere Telerama…?
    buon lavoro

  2. Antonio scrive:

    Caro Direttore,

    Le chiedo una cortesia. Potrebbe far pubblicare sul vostro sito la puntata dell’Indiano del 14 Novembre scorso che trattava l’argomento sull’Università?.
    Sarei interessato alla sua visione non avendola vista in TV.

    La ringrazio

  3. Mario scrive:

    Caro Direttore,

    Sono indignato per questo costante bombardamento sugli eventi che vedono al centro dell’attenzione l’Università del Salento, il Rettore Laforgia e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono con il lavoro e la ricerca alla crescita del nostro territorio. È oltremodo oltraggioso il tono con cui Lei e i Suoi colleghi trattate l’argomento. Un conto è riportare le notizie, un altro è fare dei processi mediatici volti solo alla condanna e alla distruzione delle persone. É innegabile la libertà di parola che va preservata sempre, ma la diffamazione solo per propri rancori personali è squallida. Avete cominciato ad occuparvi di questi eventi a poco più di un anno dalla fine del mandato del Rettore Laforgia, se quello che quotidianamente propinate alla gente fosse vero, perché occuparsene solo adesso? E poi, Direttore, è evidente che brancolate nel buio e che pur di fare notizia e clamore, ma soprattutto pur di infangare il Rettore e tutti coloro che con Lui collaborano, vi siete ridotti a scavare nella vita privata in cerca di uno scoop sensazionale. È triste vedere come realtà che in altre regioni rappresentano l’orgoglio di una comunità, in questa nostra regione passano per mafiose. Parlate della galassia di Laforgia, paragonandolo a Limone (condannato per reati realmente commessi), coinvolgete nella mischia delle vostre elucubrazioni spin off e persone che, secondo la vostra contorta visione della storia, appartengono a questa galassia. Quotidianamente chiedete le dimissioni del Rettore per una questione etica, proprio voi che di etica, dignità e pudore non conoscete neanche il significato! Quello che rendete a questa comunità non è servizio pubblico: la disinformazione è di gran lunga peggiore della mancanza di informazione.

    Vi scandalizzate e criticate chi sostiene il Rettore, senza considerare che un buon maestro ha sempre un grande seguito, vi sareste dovuti meravigliare se il sostegno non ci fosse stato. Chi ha avuto il privilegio di conoscere il Magnifico Rettore e ne conosce le qualità umane e professionali non dà credito ai vostri tentativi sgangherati di diffamazione. La verità è che la storia è molto più semplice di quella che cercate di rappresentare, ma a voi non interessa, perché l’unico interesse è solo quello di creare confusione in chi non conosce queste realtà, al fine di instillare il dubbio, con l’unico obiettivo di distruggere chi non rientra nel VOSTRO MONDO. Invece di sparare a zero contro tutti, nella speranza di ottenere prima o poi la notizia che cercate, fareste bene a documentarvi, senza pregiudizi mentali, solo così sareste in grado di fare un giornalismo degno di questo nome e non sareste costretti a dover attaccare post-it su un muro nel vano tentativo di dimostrare l’indimostrabile.

    Cordiali saluti