5 vertenze, una sola rabbia: e la città si blocca

sit in di protesta

LECCE Urla, blocchi stradali e catene ai polsi. Sono il simbolo di questo che è il giorno della rabbia, il giorno dell’esasperazione, portata nel cuore di Lecce, come mai prima d’ora.

5 vertenze, 5 storie diverse e logoranti, segno del declino del Salento e di un sistema assuefatto, ‘drogato’ dal continuo ricorso alla cassa integrazione. Adelchi, Filanto, Ntc, Intini, Palumbo. Non c’è settore che tenga e l’incertezza della proroga degli ammortizzatori sociali in deroga, quelli regionali, dal 1° gennaio, oscura l’orizzonte di tutti.

La cronaca è quella di una mattinata esplosiva. Quando alle 10.00 arrivano i pullman da Tricase con una buona rappresentanza dei 700 operai Adelchi, in via XXV Luglio inizia il caos. Per loro, l’azienda ha comunicato l’avvio della procedura di mobilità che in caso di non rinnovo della cassa si tradurrà in licenziamento collettivo, che stavolta interesserà ulteriori 91 dipendenti, quelli della Sergio’s di Specchia.

Ci sono poi i 46 lavoratori delle Cooperative Sasinae e All Service, gli ex collaudatori della Pista di Nardò, all’asciutto – come gli altri – dopo 3 mesi di mancata corresponsione della cassa.

Ma il fronte della lotta si allarga, si differenzia. Dalle prime ore del mattino, a presidiare la Prefettura ci sono anche i dipendenti del gruppo Initini, i 400 che svolgono i servizi di pulizia nelle scuole di Maglie, Tricase, Gallipoli, Galatina. 2 mesi di stipendi arretrati sono solo il culmine di una lunga vertenza che si protrae.

Dall’altro lato, gli operai del Gruppo Palumbo. L’avvio del cantiere sul 1° tratto della Maglie-Otranto non basta, perchè impiega solo 30 su 250 dipendenti in cassa, la stessa in scadenza a fine anno.

È quando, a mezzogiorno, da via Botti arriva il corteo dei lavoratori del Gruppo Filanto che la tensione di tutti diventa un’unica voce.

Di tutto il cluster di Casarano, dovrebbe rimanere in piedi solo la Leo Shoes che impiega 103 operai e ne dovrebbe assorbire a breve solo altri 29 di oltre 400 attualmente alle prese con gli ammortizzatori sociali.

Al di là della cronaca, però, rimane il nodo più importante.

Dopo il colloquio con il Prefetto, la situazione è di stallo. “Non risolvibile”, riferiscono i sindacati. Almeno fino alle prossime ore, quando dalla Regione arriverà la sentenza sul rinnovo o meno della cassa integrazione, sulla bomba sociale pronta ad esplodere o ad essere disinnescata, almeno per qualche altro mese, con un gioco al massacro che non risparmia davvero nessuno dei ceti più deboli del Salento.