Riordino, il MRS sprona Brindisi: “Sia il motore della Regione Salento”

Convegno Movimento Regione Salento - Brindisi

BRINDISI – Politica e Riordino. Riordino e accorpamento. Accorpamento e la dignità, calpestata, di un territorio. Un territorio, quello salentino, che non merita divisioni, giochi di potere, mortificazioni ambientali e finanziarie.

Messe in campo da chi rema contro un grande progetto riformista solo per difendere una poltrona inevitabilmente messa in discussione.

Di questo e di altro si è parlato a Palazzo Virgilio, dove i maggiorenti del Movimento Regione Salento hanno dato vita ad un dibattito-discussione impreziosito da una lunga intervista, firmata dal Caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno Arnaldo Travaglini, al Presidente Paolo Pagliaro, poi incalzato anche dagli spettatori.

Nell’ordine, dopo i saluti del Presidente Ernestina Sicilia, che boccia con decisione l’accorpamento con Taranto che metterebbe ulteriormente in ginocchio il territorio piuttosto che valorizzarlo, si passa all’allarme lanciato dal Coordinatore del distretto del ‘Negramaro’ Michele Lariccia (Brindisi non merita di essere trattata come una città di serie B) fino all’autocritica del Consigliere comunale Giampiero Pennetta, duro con una classe dirigente che, in virtù dei meccanismi di potere, temporeggia e ritarda obiettivi comuni.

I dati snocciolati da Umberto Fanuzzi, Responsabile Area Economica Cantiere del Movimento, da un lato aprono uno squarcio inquietante sulla gestione dei finanziamenti regionali, in gran parte fermi a Bari (con l’esempio calzante di due porti che, numeri alla mano, con godono della stessa attenzione. Dall’altro, danno il ‘là’ allo stesso Pagliaro, che risponde alle domande poste da Travaglini sul tema del riordino delle Province e sulla gestione, giudicata vergognosa, da parte degli amministratori.

Si parla, quindi, di Provincia Salento. Brindisi, Taranto e Lecce o Brindisi-Lecce che sia, il giudizio di Pagliaro è freddo, laconico, glacialmente realista.

Perché serve una Regione, afferma convinto il Presidente, che tagli i costi della politica, rivoluziona il marcio che ha corroso il Regionalismo attuale e affronti i problemi reali di un territorio diventato, nell’ultimo secolo di storia, uno sgabuzzino. Anche e soprattutto da un punto di vista ambientale.

Un territorio, quindi, saccheggiato e impoverito. Cui il Movimento offre un’ancora di salvezza. Si scrive Regione Salento. Si legge unione di intenti e attenzione per i cittadini. Un sogno riformista per chi, ai sogni, vuol far seguire fatti e risultati. Con dignità, orgoglio, passione. E anche un pizzico di rabbia.

Commenti

  1. COSIMO scrive:

    TARANTO E’ IL MOTORE DELL’ITALIA CON L’ACCIAIO E L’ENERGIA.

  2. angelo scrive:

    Vanno riorganizzate le province cge devono offrire servizi diretti sul territorio (protezione, prevenzione, scuole, trasporti, ecc..). Poi vanno abolite le Regioni che daglia nni delle autonomie regionali e le deleghe sono diventate un inutile legiferare leggi già scritte dal parlamento cambiando solo gli aggettivi e rallentando ogni attività di governo. Se da cinque province ed una regione si riuscisse a farne funzionare tre (le maxiprovince in gioco) e togliere una regione si potrebbe pure cominciare a vivere senza aspettare le comiche del solito regolamento regionale di attuazione. Liberare il Parlamento da questi parassiti di Regione, piccoli rais più odiosi di quelli di Roma. Centralismo decisionista e non venti leggi urbanistiche, sulla casa, sulla sanità, sulle fiere, sui cimiteri. Forza province, abbasso le Regioni, viva il Parlamento nazionale (che alla fine è quello che da i soldini ragazzi, gli altri servono solo a rallenatrne la spesa).