L’Ateneo si stringe nel ricordo di Gino Rizzo

'Fiorini'

LECCE – Chissà cosa ne avrebbe pensato lui, Gino Rizzo, di fronte al fango che ogni giorno deborda dal suo Ateneo. 10 anni dopo la sua scomparsa, il Rettore che fece spiccare il volo all’Università del Salento, anzi di Lecce – come si chiamava allora – è stato ricordato in una cerimonia ufficiale nell’edificio che ne porta il nome, tra la Stecca’, sede di Ingegneria  e il ‘Fiorini’, sede di Fisica.

E d’altronde ‘Fisico imbastardito ad Ingegneria’ definiva sé stesso Angelo Rizzo, ricordato da chi l’aveva conosciuto, da chi ci aveva collaborato da dentro l’Università, come da fuori.

A coordinare i lavori Lorenzo Vasanelli, oggi delegato alla ricerca. Al centro della prima fila, accanto al Rettore Domenico Laforgia, la moglie di Rizzo: e poi il saluto deferente, come si dice in questi casi, del Prefetto Giuliana Perrotta, della Vicepresidente della Regione Loredana Capone (che ebbe anche un’esperienza nel CdA dell’Università di Rizzo), del Presidente della Provincia Antonio Gabellone, del Sindaco di Lecce Paolo Perrone. E di Loris Sturlese, ovvero di colui che ne ha ereditato la creatura più preziosa, il Collegio Isufi.

Per tracciare un bilancio del figlio amatissimo del Rettore Rizzo, l’Isufi, ci sarà spazio e modo. Il suo ricordo più toccante nella cerimonia è venuto però dalla figlia, stesso sguardo fiero e lievemente ironico, autrice di un breve filmato nel quale si mischiavano la musica, le parole di chi l’aveva conosciuto e le foto del Rettore di Scorrano, un ricordo che si apre con una definizione perfetta dell’uomo, un sognatore concreto e si chiude con una delle più famose poesie di Bodini: “Tu non conosci il sud, le case di calce da cui uscivamo al sole come numeri dalla faccia di un dado”. Tu non conosci il sud: una bella risposta, ancora oggi, a molte polemiche  degli ultimi giorni.