Cibo scadente a scuola, genitori in protesta

mensa scolastica

BRINDISI – La pentola della mensa per i bambini, ormai, è stata scoperchiata. E quello che ci bolliva all’interno non è piaciuto nè ai genitori, nè all’associazione per la difesa dei consumatori. Non si ferma la polemica sui cibi somministrati dalla ‘Gemeaz’ alle scuole elementari e dell’infanzia di Brindisi.

Scadenti, immangiabili, secondo le lamentele di mamme e papà che oggi, per protesta, a mezzogiorno in punto, hanno ritirato in anticipo i figli da scuola, proprio nel giorno in cui l’azienda, per sedare gli animi e per dimostrare di essere in regola, aveva indetto l’iniziativa ‘Pranzo gratis per tutti’.

Ma nelle refezioni scolastiche incriminate l’ora di pranzo è saltata, dopo il susseguirsi di episodi che mettono in dubbio la qualità del cibo e le condizioni igienico-sanitarie in cui le pietanze vengono preparate.

Ieri c’è stato un blitz dei genitori nella scuola di via Vivaldi a Tuturano, stessa sede in cui sono intervenuti gli ispettori della Asl per alcuni prelievi e i vigili sanitari. Proteste anche alla scuola ‘Crudomonte’ del rione Bozzano e al VII circolo da dove sono partite le prime denunce.

Il problema è sorto nel momento in cui i bambini tornavano a casa a digiuno, perchè non riuscivano a mangiare nulla. Preoccupati, i genitori hanno contattato l’Adoc che invoca un monitoraggio costante del servizio mensa e controlli più attenti. Per questo il Presidente Giuseppe Zippo incontrerà lunedì prossimo l’Assessore al ramo, Antonio Giunta.

Intanto l’Amministrazione, dopo le minacce di rescissione del contratto nei confronti di Gemeaz, ha invitato la società a chiedere scusa per i disagi creati. In primis, perchè con la salute dei bambini non si scherza e in secondo luogo, perchè le famiglie con reddito fino a 30.000 euro e con a carico 2 figli pagano 140 euro al mese per il servizio mensa. Servizio che prossimamente verrà gestito da una nuova ditta, in attesa che vengano completati i lavori nelle nuove cucine al quartiere Perrino.