Unioni civili, Laboratorio ‘ambiguo’ sui gay

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BRINDISI – Occidente che vai, cultura che trovi. Mentre la Francia e 2 stati americani approvano i matrimoni gay, in Italia viene bocciato il testo base della legge contro l’omofobia.

Un passo indietro nella battaglia per i diritti civili che divide in due il paese.

E a Brindisi cosa accade? Sul tavolo, da mesi, c’è l’ipotesi di istituire un Registro delle unioni civili. Dopo il rinvio della mozione presentata dal Consigliere comunale del Pd, Salvatore Valentino, si attende la prossima seduta dell’Assise brindisina, prevista per il 20 novembre, per capire se si aprirà la strada al tanto discusso registro.

Strada che, a quanto pare, sarà in salita. In seno alla maggioranza, Pd e Udc, com’è noto hanno opinioni differenti, che potrebbero creare malumori all’interno del Laboratorio politico del capoluogo.

Il Vicesindaco centrista, Paola Baldassarre, non fa mistero della contrarietà del suo partito alle unioni civili, ma assicura “in Consiglio comunale ci sarà un confronto sulla questione, eviteremo sterili contrapposizioni ideologiche, cercando di fare sintesi tra i due pensieri”.

Strano ipotizzare una via di mezzo, verrebbe da dire. Ma quale potrebbe essere a questo punto, la soluzione?

Secondo Valentino che ha sollevato il problema, l’intenzione dell’Udc è quella di dare l’ok alle unioni civili etero e di bocciare, al contrario, quelle omosessuali. In sostanza un favore parziale, che farebbe dei gusti sessuali il fattore discriminante. E vista l’atmosfera, il Consigliere del Pd non nasconde il suo pessimismo sugli sviluppi della faccenda.

“Alla fine – preannuncia Valentino – prevarrà il provincialismo e l’errata convinzione che il sì alle unioni civili equivalga alla celebrazione di nozze gay in Comune. Bisogna capire – conclude – se Brindisi può ambire seriamente al titolo di capitale europea della cultura o intende rimanere inchiodata a pregiudizi medievali”.