Superpensioni? Nuntereggae più

Regione Puglia

BARI – C’è chi ci pensa con angoscia e chi, ormai, ha perso le speranze. Fatto sta che la parola ‘pensione’ a chi l’ha maturata, a chi sa che non la maturerà mai, a chi se l’è vista sfumare per un soffio e a chi dovrà rincorrerla una vita, non causa stati d’animo positivi.

Eccetto che per i politici di ogni latitudine. In via Capruzzi di certo non può che essere attesa con gioia. Si perché 3.500 euro al mese, fanno gola a tutti. Ed è, tra l’altro, una prerogativa di tutti.

11 milioni di euro all’anno è quanto paghiamo per quello che formalmente viene definito il vitalizio elargito a chi matura il diritto alla pensione.

Sono troppi? Fate voi, fatto sta che non sono tutti.

11 milioni di euro mica bastano in tempi di crisi.

L’inflazione, il crollo dei mercati, il costo della vita, sono problemi questi. Ma se per i cittadini comuni l’adeguamento Istat è concesso solo per le pensioni che non superano i 1.400 euro, per i politici di casa nostra, nonostante i 3.500 euro mensili si è ritenuto di adeguarsi alla crisi del momento. Dal Servizio Amministrazione e Contabilità del Consiglio Regionale, arriva la richiesta di incrementare il budget pensionistico di altri 2 milioni e 354 mila euro. Di soldi pubblici.

Concesso o meno che sia, fa davvero accapponare la pelle l’idea che si debba adeguare alla crisi una pensione che la crisi non la vede nemmeno con il binocolo.

Ma tant’è. Il punto è che non è tutto qui. Perché ad incidere sull’aumento del budget ci si mettono anche nuovi ‘pensionati d’oro’ di via Capruzzi. Come Massimo Ostillio che qualcuno ricorderà alla guida dell’Assessorato al Turismo in qualità di esterno nel periodo tra il maggio 2005 e il luglio 2009. La storia di questa pensione è davvero tipicamente italiana.

La legge regionale dice che hanno diritto a percepire il vitalizio coloro che hanno superato i 60 anni e hanno ricoperto la carica per 5 anni. Ma come si sa, fatta la legge…

E, dunque, per quale arzigogolata via, Ostillio riesce ad essere tra gli aventi diritto nonostante abbia solo 55 anni e solo 4 anni di lavoro?

Ha aggiunto lui ciò che manca.  Allora perché fare le leggi che sanciscono dei criteri, se basta aggiungere una sommetta per aggirare l’ostacolo?

Chissà che penserebbe il Ministro Fornero – che per le nostre pensioni ha imposto 40 anni di onorato servizio e un’età non inferiore a 62 anni – nel sapere  che da queste parti basta avere 55 anni e solo 4 di lavoro per ottenere, per tutta la vita, una pensione d’oro a carico dei soliti e poveri comuni mortali.