Operazione ‘Centauro’: colpo al clan Modeo, blitz con 24 arresti

Cataldo Motta

TARANTO – 24 persone sono state arrestate all’alba a Taranto e provincia dalla Polizia, a chiusura dell’ operazione antidroga denominata ‘Centauro’ coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

Gli inquirenti ritengono di aver smantellato un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti che sarebbe stata capeggiata dal tarantino Giulio Modeo, figlio del boss Claudio e nipote di Tonino Modeo, detto ‘il Messicano’, ucciso a Bisceglie (Ba) nell’agosto 1990.

Giulio Modeo, secondo gli inquirenti, aveva allestito un notevole traffico di sostanze stupefacenti che venivano acquistate nelle province di Bari e Brindisi e ricollocate successivamente sul mercato locale.

Sono stati sequestrati complesssivamente 4 chili di eroina e un chilo di cocaina. Il trasporto della droga avveniva tra le province su moto di grossa cilindrata. Da qui il nome della operazione. Tutto è in iniziato dal ritrovamento di un panetto di eroina nascosto in uno stabile dei Modeo al quartiere Paolo VI, stabile ancora in ristrutturazione.

La droga era nascosta tra il muro e l’ascensore. Da qui l’inizio delle indagini. In manette sono finite 24 persone, di cui tre ai domiciliari. Questi i nomi dei tarantini, 21 persone: Antonio Viggiani,    Vincenzo D’Ancona, Francesco Buonfrate, Maria Palmieri, Alessio Viggiani, Antonio Potenza, Angelo De Leonardo, Michelangelo Palmieri, Massimo Nardelli, Cosimo Boccuni, Leonardo Ruta, Paolo Ciccolella, Michele Ciccolella, Nicola Valentini, Lucia Portacci, Fabiana Fonzino, Pasquale Pastore, Agostino Guarino, Nicola Capozza e Giulio Modeo. Questi ultimi 3 già detenuti per altra causa.

Ci sono poi 2 baresi: Giovanna Trillo, 34 enne e Nicola Fanelli, 32enne entrambi residenti a Bari.

Ed un brindisino, Francesco Molinaro, di 30 anni e residente a Brindisi.

“Un’operazione importante – ha detto il Procuratore capo della Repubblica di Lecce Cataldo Motta – un’operazione che ha smantellato un gruppo che aveva un forte controllo di tutto il territorio, smantellata grazie alle interccettazioni telefoniche e ambientali e all’ottimo lavoro della Squadra mobile di Taranto”.