Morte all’Ilva, sindacati: “Se si ferma il Mof, temiamo ondata ferie forzate”

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TARANTOSale la tensione all’Ilva per il possibile blocco produttivo di alcuni reparti. Nell’Ilva ci aspettiamo nuove fermate di impianti a seguito dello sciopero ad oltranza in corso al Movimento ferroviario.

Il Mof è una postazione alla quale lavorano poche decine di persone, ma di grande rilievo, perchè da qui dipendono tutti i collegamenti ferroviari interni nel siderurgico.

“Bloccando il Mof, si blocca il ciclo produttivo”. Lo hanno detto, stamattina, i Segretari provinciali di Fim Cisl, Cosimo Panarelli, Fiom Cgil, Donato Stefanelli e Uilm, Antonio Talò, in una conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione dopo l’incidente mortale di martedì scorso proprio al Mof (ha perso la vita un’operaio di 29 anni Claudio Marsella, rimasto schiacciato tra due respingenti ferroviari) e alla luce dello sciopero in atto ad oltranza da parte del movimento di base Usb.

Fim, Fiom e Uilm ritengono che l’azienda possa annunciare l’estensione delle ferie forzate, in conseguenza della paralisi del Mof, anche al treno lamiere e di conseguenze ai tubifici 1 e 2.

Nei giorni scorsi sono già stati bloccati i treni nastri 1 e 2, con 450 addetti in ferie forzate, anche se dal pomeriggio di ieri il treno nastri 2 è ripartito.

“I sindacati metalmeccanici hanno difeso gli accordi fatti con l’Ilva nel 1999 e nel 2010, che hanno ridotto il numero di addetti al Movimento ferroviario, accordi contestati fortemente da Usb che chiede, invece, il ripristino della situazione precedente quando al Mof operavano più addetti su ogni singolo carro ferroviario mentre adesso c’è una sola unità”.