A ‘Teleperformance’ via allo sciopero del sangue

call center 'Teleperformance'

TARANTO – Sciopero del sangue contro l’avvio delle procedure di mobilità per 621 operatori del call center di Taranto a ‘Teleperformance’. L’iniziativa è stata annunciata  dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Ugl. 

Lo sciopero consiste nel fatto che tutti i dipendenti  il 20 novembre si recheranno al Centro Avis per donare il sangue: la normativa prevede che il lavoratore abbia diritto in questo caso a una giornata di astensione dal lavoro.

“Così – hanno spiegato i sindacalisti – abbiamo voluto unire  l’alto valore simbolico di un gesto come la donazione del sangue alla nostra vertenza occupazionale”.

Dopo un lungo periodo di cassa integrazione ‘Teleperformance’ che a Taranto occupa circa 1.600 persone, ha deciso di ricorrere alla mobilità in quanto non intende prorogare gli ammortizzatori sociali. La multinazionale francese ha proposto in alternativa una riduzione dell’orario di lavoro da 6 a 4 ore “perché così – ricordano i sindacati – pensa di poter fronteggiare la situazione di mercato, ma noi non condividiamo affatto l’iniziativa di tagliare ore di lavoro e di retribuzione”.

E sulla questione  arriva anche l’interrogazione del Deputato Pd Ludovico Vico, al Ministro del Lavoro, Fornero.

“Chiediamo, sostanzialmente – dice Vico – di interrompere la corsa al massacro per i call center in outsourcing che a furia di rincorrere gli incentivi per le nuove assunzioni, il Fondo Sociale Europeo e i contributi regionali, stanno precarizzando sempre di più i rapporti di lavoro e affidando ad operatori stranieri il servizio e il relativo trattamento di dati personali”.

“Occorre un incontro urgente  e l’apertura di un tavolo di confronto serio in cui si chiarisca una volta per tutte la situazione del settore call center in outsourcing – dicono Vico e Bellanova e si dia anche attuazione all’art. 24 bis del decreto legge n. 83 del 2012 relativo all’obbligo da parte dei committenti di avvisare gli utenti se la chiamata e le informazioni vengono gestiti da call center ubicati all’estero oppure no”.