Il Rettore, il Direttore, il sindacalista e il ‘patto rotto’ sulla web-tv

Ateneo-Lecce

LECCE – Un colloquio a tre, l’unico registrato e il cui nastro è stato consegnato alla Procura, al quale ha partecipato anche il Rettore. E nel quale – ve lo diciamo subito – il Direttore generale, ormai dimessosi, assume toni ben diversi e più istituzionali, rispetto a quelli con i quali si rivolgeva ai suoi sottoposti.

Il dialogo tra Emilio Miccolis, Tiziano Margiotta e Domenico Laforgia è datato 8 marzo 2011 ed è quello famoso, nel quale il Magnifico dà la sua benedizione alla presunta conversione del sindacalista riottoso alle politiche dell’Amministrazione universitaria.

Ma da quella conversazione emerge anche altro: i contatti tra miccolis e le sfere generali della cgil, tesi a isolare il sindacalista cgil dino de pascalis; la web tv d’ateneo, dove margiotta lavorava, come giocattolo nelle mani del sindacalista uil e del delegato alla comunicazione gigi spedicato.

MICCOLIS: “Magnifico, chiedo scusa: sono con il Dottor Margiotta. Possiamo entrare un attimo? Il collega è venuto a trovarmi, perchè ha manifestato una sincera disposizione a superare tutti quei conflitti che si erano creati all’interno. Lui adesso vuole cambiare pagina e avviarsi verso un processo di convergenza verso l’Amministrazione, verso il Rettore: ma non di acquiescenza di posizioni, ma di assumere una posizione più moderata all’interno del dibattito”.

LAFORGIA: “Io ho sempre considerato il sindacalista Margiotta come una persona intelligente”.

MICCOLIS: “Quindi io ho ritenuto di sottoporre alla sua attenzione questo fatto, perchè basta con queste guerre… non servono a niente. Noi stiamo andando verso un processo non di condivisione, ma di concertazione. Perchè i ruoli sono diversi e tali devono rimanere, però non necessariamente nell’ambito del sindacato: il collega non vuole fare lo spadaccino contrario perchè, magari, molto spesso lui ha dichiarato che molte sue affermazioni o la firma sotto alcuni comunicati sono, paradossalmente, per non rimanere fuori dalla competizione…”.

MARGIOTTA: “Ma di questo ne avevamo parlato più volte, per evitare l’isolamento che è una cosa che politicamente… “

LAFORGIA: “Chi teme l’isolamento è l’altro… cioè, brutalmente… “.

MARGIOTTA: “Io ho voluto chiarire… “.

MICCOLIS: “Io mi sono permesso di suggerire al collega Margiotta, che mi sembra diverso su questo aspetto, che io personalmente ho ricevuto telefonate dalla direzione generale della Cgil in cui mi hanno detto che anche loro vogliono assumere una posizione di costruzione, vieppiù in questo momento di grande competizione, di grande – diciamo – attività di crescita dello Statuto eccetera. Quindi: il Rettore deve stare fino al 2013, quindi non c’è motivo di fare la battaglia contro il Rettore Laforgia, perchè non ha senso”.

LAFORGIA: “Io non ho problemi”.

MICCOLIS: “Quello che è stato è stato: io non faccio un passo indietro rispetto alle posizioni, anche per un fatto di stile, non posso annullare nessuna sanzione, non posso fare nulla. Però con la prospettiva di non conflitto, possiamo costruire rapporti positivi. Per cui, lui si sta occupando molto della web-tv. Là ci sarà un responsabile che… “.

LAFORGIA: “Non potete che avere la mia benedizione… più si riesce a dialogare, più è… “.

MICCOLIS: “Un responsabile che si occuperà di fare… il Professor Spedicato, che si occuperà degli aspetti, come suo delegato eccetera. Lui, Margiotta, chiaramente quello è il giocattolo, io dico… “.

LAFORGIA: “Il giocattolo, lo abbiamo fatto insieme… “.

MICCOLIS: “Quindi nel progetto di ottimizzazione noi confermiamo lui nella parte amministrativa, poi regolarizziamo il problema della stanza. La sua preoccupazione era dire: dopo che finisce il progetto… “.

MARGIOTTA: “Il problema è che siccome non si trattava di assegnazione di sede ma di incarico, io mi aspetto la trasformazione da progetto in un ufficio se il rettore prevede questo… sarei tutelato contro il rischio di perdere il posto”.

MICCOLIS: “Siccome lui è venuto a parlarmi e ha dichiarato questa sua apertura, che io ho ritenuto di doverle portare all’attenzione come un fatto positivo”.

Subito dopo questa conversazione, Miccolis telefonerà a Margiotta: “Tiziano, auguri! Oggi il Rettore ti ha benedetto. Quindi, mò facciamo la cosa, ti diamo l’incarico. Tutto a posto! A vita di occuperai di regia, hai sentito no?”.

Ma le cose, in realtà, andranno diversamente: come avete sentito, nel dialogo a tre dell’8 marzo 2011,  il Rettore Domenico Laforgia parlò pochissimo. Impartì sì la sua benedizione, ma con formule assolutamente generiche e non impegnative.

Il motivo, era, probabilmente che non si fidava della pace stabilita dal suo Direttore generale e del patto stabilito con il sindacalista Uil. Una sfiducia del Rettore che ebbe conferma – stando a quanto racconta Miccolis – 3 giorni dopo, quando la firma di Margiotta apparì in calce ad un comunicato comune tra i sindacati dell’Università del Salento.

Una firma concordata da tempo o, almeno, così si giustificò Margiotta con Miccolis, ma che fu sufficiente – secondo il Direttore – a confermare la sfiducia di Laforgia nei confronti del sindacalista. E, quindi, a non firmare la promozione che – assicura Miccolis in un’altra conversazione datata febbraio 2012 – era già sul tavolo del Rettore.

 MICCOLIS: “Due giorni dopo, tre giorni dopo Dino De Pascalis mise in rete un comunicato. Ti giuro, io… c’aveva il provvedimento pronto… mò lo posso dire, perchè il fatto è ormai accaduto… aveva il provvedimento pronto per dargli una responsabilità amministrativa, che il Rettore aveva detto “va bene”, dopo che uscimmo da quella stanza. Il giorno dopo che uscì quel comunicato, mi chiama Laforgia e dice “ha visto??!?” Perchè non ha mai creduto… io gli ho creduto che quella era una cosa che era stata concertata prima con Dino, tant’è che il documento non portava la firma autografa, portava firmato Margiotta. Ma quella caduta, credetemi, quella caduta fu determinante… lui ci aveva già il decreto di nomina, ti giuro su mia madre. Quindi io ti pregherei stasera, usciti da questa stanza… non commettere atti impuri. Facciamo quello che abbiamo deciso di fare, con quella operazione che abbiamo deciso di fare. Dopo di che, sarò io a proteggerti”.

Cosa ne esce da queste ulteriori conversazioni? Che era Miccolis a spingere per l’accordo con i sindacalisti (con quello della Uil, ma anche con i vertici della Cgil, al di là di Dino De Pascalis). Che Laforgia non si fidò mai, ma che avrebbe dato l’avallo – almeno per qualche giorno – al patto di pace con Margiotta, tranne poi ritenerlo rotto quando uscì il primo comunicato sindacale critico.

“Ha visto? Ci si può fidare di questa gente?”, avrebbe detto Laforgia a Miccolis, in una telefonata riferita dall’ex Direttore generale. Che – lo dice Miccolis – quel comunicato sindacale sarebbe costato a Margiotta la promozione che il Rettore aveva sul tavolo. Che la web-tv era il giocattolo con il quale far divertire il sindacalista e il delegato, il Professor Spedicato, finché fu possibile. Comunque la si veda e al di là delle interpretazioni che darà la Magistratura delle conversazioni depositate, l’immagine dell’Università continua ad uscirne sempre più malconcia.

Commenti

  1. Boe scrive:

    Da molti, troppi anni, la nostra università soffre di un cancro che non si è ancora riusciti ad estirpare: potere e corruzione ormai è un binomio inseparabile divenuto normale anche nella cultura della società civile. Se il Rettore ha delle colpe lo deciderà la Magistratura. Spero solo nel bene del nostro territorio.