Autopsia Marsella, il giovane morto sul colpo

Claudio Marsella

TARANTO Morto sul colpo, schiacciato dai 2 vagoni durante le operazioni di aggancio del locomotore. E’ questa la verità emersa dall’autopsia eseguita, in mattinata, sul corpo di Claudio Marsella presso l’ospedale ‘SS. Annunziata’ di Taranto dai Medici legali Giancarlo Divella (incaricato dalla Procura), Alessandro Bocchini (incaricato dalla famiglia Marsella) e Luigi Strada, per l’Ilva.

Confermata, quindi, la prima tesi. Il giovane operaio oritano è stato schiacciato fra  i 2 vagoni sui binari nel reparto Mof del siderurgico in zona ‘Parco ovest’. Nessun malore, nessuna caduta. Si è trattato di incidente sul lavoro. Resta il mistero, quindi, sul perché il giovane sia stato trasportato in ospedale, già privo di vita, da un mezzo di soccorso interno senza che, sembrerebbe, sia mia stato avvisato il pronto soccorso.

A questo e ad altre domande dovranno rispondere i primi 3 indagati per la morte del 29enne. Il Direttore dello stabilimento, Adolfo Buffo di 56 anni e due capi reparto, Antonio Colucci di 55 anni e Cosimo Giovinazzo di 38, entrambi di Martina Franca.

Gli operai dello stabilimento Ilva di Taranto, intanto riuniti  in assemblea, hanno confermato la prosecuzione dello sciopero sino alle 7.00 di martedì prossimo e hanno deciso di presidiare i cancelli della fabbrica 24 ore al giorno a tempo indeterminato: lo rende noto l’Unione Sindacale di Base che ha indetto la protesta subito dopo l’incidente dello scorso 30 ottobre  sulla stessa linea è anche il Comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’ che afferma come al ‘Movimento ferroviario’ la sicurezza è venuta meno per effetto di un accordo sottoscritto nel novembre 2010 da Fim, Fiom e Uilm che ha ridotto il numero degli addetti impiegati nelle operazioni.

L’azienda ha replicato che in realtà la procedura era stata innovata già dal 1999 dopo una fase di test che non aveva evidenziato problemi di sicurezza. Infine, nel pomeriggio, alle 15.00, presso la Chiesa di ‘S.Domenico a Oria’, la comunità federiciana  si stringerà quindi attorno a papà Vincenzo e mamma Rita, profondamente scossi dalla scomparsa di un altro figlio, dopo la morte di Mimmo, fratello di Claudio, nel 1987.

Giornata di lutto cittadino, proclamata dal Sindaco Cosimo Pomarico in segno di cordoglio, con bandiere a mezz’asta e saracinesche delle attività commerciali abbassate.