Defunti: i Vigili tornano al lavoro, ma le polemiche restano

Comandante Polizia municipale di Lecce Donato Zacheo

LECCEVigili a lavoro, ma le polemiche restano, l’ombra di provvedimenti disciplinari per abbandono del posto di lavoro. Parola del Comandante Donato Zacheo.

Lui, infatti, potrebbe scegliere di multare i suoi in nome dell’articolo 6 del TUEL che disciplina le modalità di sciopero e assemblee.

Per i servizi cimiteriali e Polizia municipale il Testo Unico dice, infatti, che non possono essere proclamati scioperi o assemblee due giorni prima o dopo la commemorazione dei defunti.

E così i Vigili che hanno scelto di aderire all’assemblea fuori dal Comando di viale Rossini potrebbero ritrovarsi in seri guai. Uno sciopero, quello del comando della Polizia municipale, che non ha convinto i leccesi.

Il plauso dell’Assessore comunale alla Protezione civile, Andrea Guido. “Diversi apprezzamenti sono giunti da più parti per il servizio condotto, che ha evitato forti emergenze che potevano intervenire a causa della concomitante astensione dei Vigili urbani.

Colgo l’occasione – dice Guido – per ringraziare i componenti dell’ufficio e i volontari delle diverse associazioni, che hanno egregiamente svolto il loro ruolo, sopperendo all’assenza – nella mattinata dell’1 novembre – dei Vigili urbani che hanno improvvisamente lasciato sguarniti tutti i varchi adiacenti al cimitero”.

L’assenza dei Vigili urbani su campo ha creato un pò di problemi, specie all’interno del Camposanto, dove si è registrato un aumento del flusso di macchine senza pass. Tuttavia, oggi la situazione sembrerebbe essere rientrata nella norma. I leccesi promuovono l’Amministrazione.

Commenti

  1. antonio scrive:

    multare?????
    art. 6 del TUEL??????
    sicuro che si sa di cosa si sta parlando????
    A PROPOSITO,
    “quanto ha stanziato la giunta per questo servizio dei volontari della protezione civile?”

  2. antonio scrive:

    Premesso che è sempre un piacere avere a che fare con gente preparata e che sa esattamente quello che dice, per conoscenza, mi permetto di riportare l’articolo 6 del TUEL:
    Articolo 6
    Statuti comunali e provinciali
    1. I comuni e le province adottano il proprio statuto.
    2. Lo statuto, nell’ambito dei principi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipatone delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio. Lo Statuto
    stabilisce, altresi’, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipatone popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini, alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico.
    3. Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunita’ tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonche’ degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.
    4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
    5. Dopo l’espletamento, del controllo da parte del competente. organo regionale, lo statuto e’ pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio dell’ente.
    6. L’ufficio del Ministero dell’interno, istituito per la raccolta e la conservazione degli statuti comunali e provinciali, cura anche adeguate forme di pubblicita’ degli statuti stessi.
    CONSIGLIO DI CONSULTARE ANCHE SOLO WIKIPEDIA, CHE E’ GRATUITO E DI FACILE ACCESSO, COSI’ DA NON ESPORSI A TALI FIGURE.