Rossana uccisa dal padre da 3 colpi di pistola

Ris

TARANTO – “I risultati sono perfettamente compatibili con i rilievi effettuati durante il sopralluogo dai Ris. Nessun dubbio: non c’è stata accidentalità”. Così il Medico legale Massimo Sarcinella ha commentato gli esiti delle 2 autopsie sui corpi di rossana ed Emilio Fanelli.

Esiti arrivati dopo ore di lavoro: gli esami sono iniziati intorno alle 15.30 e sono stati conclusi  quasi 5 ore dopo. Confermato, dunque, l’omicidio-suicidio.

3 i colpi sparati in casa Fanelli, nella villetta di via Vivaldi a Leporano.

Il 1° alla nuca della ragazza, a distanza ravvicinata. Un colpo secco. Rossana era in bagno a truccarsi. E’stata colta di sorpresa e la morte è arrivata in un attimo. E poi gli altri 2 spari.

L’uomo, freddata la figlia, è tornato a sedersi su una poltrona, si è puntato l’arma sotto il mento sparando 2 volte.

Tutto è compatibile con i segni degli spari trovati sul soffitto. L’autopsia, le radiografie, i rilievi e le 3 ogive recuperate in casa, confermano la ricostruzione degli investigatori. La dinamica è ormai chiarita. E’ il movente del gesto ad essere stato, invece, fin da subito il vero mistero. Inspiegabile è soprattutto l’uccisione di Rossana.

Parenti e amici raccontano di un amore viscerale, profondo, tra padre e figlia. Un legame fortissimo, indissolubile, così intenso da aver portato, come tutte le tragedie d’amore più toccanti, alla morte.

Emilio Fanelli, 55anni, malato terminale di cancro. Forse, prima di sparare avrà pensato: Rossana, figlia mia, non ti abbandonerò mai. Non ti lascio. Anzi, andiamo via insieme. E qui il 1° colpo da quella maledetta Beretta cal. 9, l’arma in dotazione al 55enne, guardia giurata in cassa integrazione da giugno presso l’Istituto ‘La vigilante’.

E poi dopo chissà vista la figlia, la sua bambina, accasciata a terra in una pozza di sangue, avrà pensato di mettere fine al suo dramma. Quello di un padre gravemente malato e anche precario nel lavoro. E adesso pure assassino di quella bellissima creatura, frutto del suo stesso sangue. Troppi pesi da sopportare. Questi forse i pensieri che hanno accompagnato gli ultimi istanti di vita dell’uomo. E via agli altri spari, 2.

Pochi attimi di una velocissima e impercettibile agonia e le due anime si sono riabbracciate. Emilio ha subito  raggiunto la sua bambina amata per 30 anni.  Orfana rimane, invece, la figlia minore. E vedova, nella maniera più disgraziata, la mamma di Rossana. La sempre sorridente Rossana diventata Angelo. È lassù, davanti a un nuovo specchio, sorride e continua a giocare con i suoi trucchi…