Riordino: il Decreto fomenta la guerra dei campanili

cartina province Ministro Patroni Griffi

BRINDISI La cartina delle Province disegnata dal Ministro Patroni Griffi piace a Taranto che, per  bocca dell’Assessore regionale del Pd, Michele Pelillo, esulta per l’esito della partita sul riordino.

“La riforma – afferma Pelillo – mette fine all’ipotesi della Macroprovincia e dimostra che il Governo ha fatto una scelta saggia e razionale, quella di unire due territori simili che, insieme, possono progettare un’idea comune di svluppo”.

“Troppo presto per cantare vittoria”, tuona dalle sponde dell’Adriatico l’Onorevole del Pdl, Luigi Vitali. Pare, infatti, che qualcosa stia bollendo in pentola e che le sigle politiche del brindisino stiano unendo trasversalmente le loro forze per boicottare il matrimonio forzato tra Brindisi e Taranto. “Molto meglio la Macroprovincia che include anche Lecce – spiega Vitali – perchè sarebbe un ritorno alle origini”.

E per il Grande Salento, com’è noto, spinge anche il Consigliere regionale di Fli, Euprepio Curto che definisce l’accoppiata Brindisi-Taranto, voluta dal Governo: “Una soluzione ragionieristica più che politica”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales che ha convocato, per lunedì, tutti i Sindaci del suo territorio per dare filo da torcere a una decisione burocratica che proprio non piace.

Ci sono 60 giorni di tempo prima che il decreto venga convertito in legge e, se in questi 2 mesi, Consales dovesse prendere in mano le redini del gioco, traghettando il capoluogo brindisino verso Lecce, come già hanno deliberato 12 Comuni, costringerebbe anche Taranto ad aggregarsi a Lecce.

Con questa mossa, infatti, la Provincia ionica perderebbe i requisiti numerici per restare in piedi.

Proprio da Lecce, intanto, interviene il Presidente del Movimento Regione Salento che definisce l’operazione riordino delle Province “un pasticcio all’italiana”.

“Adesso abbiamo enti ancora più deboli e ancora più inutili – scrive in una nota Paolo Pagliaro e nessuno  pensa al futuro di noi cittadini, nè tantomeno a proporre un modello alternativo di governo del territorio.

Questo è il peggior risultato per la nostra gente, mentre per la classe politica ci si è limitati ad accontentare questo e a scontentare quello, in attesa di un pronto risarcimento in termini di carriera.

Evitateci, almeno, le lacrime di coccodrillo.

Il Salento – continua Pagliaro – era già penalizzato e isolato dalle politiche di una Regione barese e da Province incapaci di determinare sviluppo e benessere.

Adesso sarà  molto peggio con Bari, elevata a città metropolitana, che farà la prima della classe ancor più di prima, mentre le due Province salentine rimaste, senza giunte e senza anima, saranno solo un vuoto a perdere.

Il Salento – conclude il Presidente del Movimento – merita rappresentanti migliori. Questi hanno fallito e provocato danni al territorio. Impediamo che continuino a farne anche in futuro”. 

Commenti

  1. Biagio scrive:

    Questo è purtroppo il risultato della inettitudine e dell’affaristica dei nostri rappresentanti politici locali.