Consiglio regionale: 70 eletti, 11 indagati

consiglio regionale Puglia

BARI – Mancano poche ore, salvo contrordini, alla sentenza che deciderà la sorte del Presidente della Regione Nichi Vendola, accusato con e da ‘Lady Asl’ di aver pilotato un concorso da primario all’ospedale ‘San Paolo’ di Bari.

In via Capruzzi, gli eletti attendono col fiato sospeso di sapere se si potrà chiudere il capitolo e andare avanti – almeno fino alle primarie – o se sarà un ‘tutti giù per terra’, vista l’intenzione già espressa da Vendola, di ritirarsi a vita privata in caso di condanna. Cosa scongiurata da tutti, specie dopo il forte vento dell’astensionismo e del grillismo che spira dalla Sicilia.

Ma la questione morale coinvolge solo il Governatore? No.

Dall’inizio della legislatura, su 70, sono 11 gli eletti coinvolti a vario titolo nelle inchieste della Magistratura. Un’indagine, si sa bene e lo precisiamo, non fa dell’interessato un condannato. Ma tant’è. E allora ricordiamo chi sono in ordine rigorosamente alfabetico.

Fabiano Amati, Assessore alle Opere pubbliche, coinvolto nelle indagini su un piano di recupero del centro storico della città di Fasano, all’epoca dei fatti Consigliere comunale di minoranza.

Filippo Caracciolo, barlettano, indagato per voto di scambio e concussione.
Indagine archiviata pochissimi giorni fa.

Gianfranco Chiarelli, tarantino, indagato dall’Antimafia di Lecce per un presunto voto di scambio, con elementi della malavita jonica.

Gerardo De Gennaro, il caso più eclatante. 4 mesi ai domiciliari, indagato per frode ai fondi pubblici, per un appalto nella città di Bari.

Antonio Decaro, Capogruppo Pd, ha chiesto di essere processato con rito abbreviato. L’accusa è che avrebbe, con la complicità dell’ex Assessore Tedesco, consegnato anticipatamente le tracce di un concorso pubblico ad un suo cugino (che il concorso non l’ha passato).

Aurelio Gianfreda, Idv, accusato di aver condiviso e divulgato materiale pedopornografico.

Salvatore Greco, Puglia prima di tutto, coinvolto nella maxi inchiesta sugli appalti in Sanità che vede implicato Gianpaolo Tarantini.

Dino Marino, Presidente della Commissione Sanità, foggiano, accusato di aver truccato appalti proprio in Sanità.

Michele Mazzarano, tarantino del Gruppo Misto. Per lui l’accusa è sempre di aver truccato appalti sanitari, ma nella Asl di Taranto.

Arcangelo Sannicandro, foggiano di Sinistra e Libertà, accusato di falsi in atti giudiziari per ottenere dall’Inps, rivalutazioni di salario e indennità non dovute.

L’80% di questi sono della maggioranza, il 50% del Pd.

“Possono toglierci 1.000 euro ma non il rispetto della gente”, dicono fieri da via Capruzzi per l’imminente approvazione di una legge per bloccare le indennità agli indagati. Ma dalla prossima legislatura.