Sparatoria a Galatone: forse il movente è la droga

sparatoria a Galatone

GALATONE (LE)Consegnando l’arma è come se avesse confermato di aver sparato lui. Di aver esploso 4 colpi, con questa pistola, all’indirizzo di Marco Caracciolo, raggiungendolo alla pancia. È stato arrestato per tentato omicidio Mattia Marzano, 21enne di Galatone.

Sarebbe stato lui, il figlio del titolare del bar ‘L’Elix’ a ferire il 27enne, sorvegliato speciale con diversi precedenti.

Urla, botte e poi le esplosioni ed il sangue nel primo pomeriggio di una domenica apparentemente tranquilla nel centro storico di Galatone, in piazza San Demetrio proprio davanti al bar.

Caracciolo era insieme alla giovane moglie incinta. Erano invitati a pranzo da un parente che abita a due passi dal bar, in via Vittorio Emanuele. Ma davanti al locale è esplosa la lite, tra Caracciolo, il proprietario del bar, il figlio di quest’ultimo ed altre 5 persone.

Dalla lite alla rissa il passo è stato breve e poi è spuntata la pistola. 4 spari hanno raggiunto Caracciolo, mentre scappava in via Vittorio Emanuele. Poi, in pochi istanti, la piazza è rimasta deserta. A soccorrere il ferito, sono stati la moglie ed il parente che abita lì. Lo hanno portato in ospedale a Galatina. Da qui è stato poi trasferito in ambulanza al ‘Vito Fazzi’ di Lecce, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Non è in pericolo di vita. Ci hanno messo poco i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, agli ordini del Tenente Lorenzo Chiaretti e quelli del reparto Investigazioni Scientifiche diretti dal Luogotenente Vito Angelelli a stringere il cerchio.

Il titolare del bar ed il figlio sono stati rintracciati e condotti in caserma, dove sono stati ascoltati e sottoposti allo stub per capire se avessero sparato. E l’esame avrebbe   confermato che a sparare è stato mattia. Altre 5 persone sono state ascoltate. In tarda serata  il giovane è stato arrestato e poi è stato lui stesso a far trovare la pistola ai militari. L’aveva nascosta nello scantinato di casa sua, dove ora è agli arresti domiciliari.

Le indagini sono, tuttavia, aperte: non è escluso che alla base della sparatoria, ci siano motivi legati al controllo del mercato della droga.