Luigino Sergio a Patroni Griffi: “Delibera la Maxiprovincia”

Luigino Sergio

LECCE – Illegittima e nulla la delibera della Regione Puglia sul riordino delle Province, il Governo non ne tenga conto e deliberi la Macroprovincia Brindisi-Lecce-Taranto.

L’invito e firmato dal Sindaco di Martignano Luigino Sergio in una lettera al Ministro Filippo Patroni Griffi: “Nella Regione Puglia il Consiglio delle autonomie locali, pur istituito nel 2006, non ha mai effettivamente operato – ricorda Sergio – nè esiste allo stato un organo regionale di raccordo tra regioni e enti locali.

Inoltre,  le modalità con le quali i Comuni Brindisi e Taranto hanno deliberato le proprie preferenze sono in gran parte illegittime secondo il Sindaco di Martignano che, quindi, invita formalmente il Governo a non tenere in nessun conto il contenuto della deliberazione del Consiglio regionale pugliese che “ha evidenziato – afferma l’esponente Pd  incapacità di decidere autonomamente le sorti del proprio territorio per i prossimo decenni e di non aver compreso il significato del Federalismo”.

Per questo Sergio chiede al Governo di proporre al Parlamento un riordino delle 3 Province Lecce, Brindisi e Taranto in un’unica Provincia del Grande Salento, ricostituendo l’unitarietà della Terra d’Otranto.

“Decida coraggiosamente Sig. Ministro!”, conclude il Presidente della Grecìa salentina.

 

Commenti

  1. Antonio scrive:

    Mi meraviglio come il sig. Luigino Sergio, sindaco di un piccolissimo Comune come Martignano, possa avere la presunzione di decidere per conto di un milione e 800.000 cittadini i quali, TUTTI, andrebbero ascoltati, tramite referendum. Nel caso in cui si dovessero accorpare le provincie di Brindisi e Taranto a quella di Lecce,non trattandosi di accorpamento tra singoli Comuni,il capoluogo non potrebbe essere che Lecce in quanto Provincia accorpante con popolazione superiore a quella dei due Comuni accorpati.

  2. Senza considerare le pesanti responsabilità della Regione Puglia che dal 1994 governata dal centrodestra era inadempiente riguardo alla determinazione delle modalità di applicazione del costo di costruzione. Solo con il governo Vendola si pose fine alla querelle, con l’approvazione da parte del Consiglio regionale, il 1° febbraio 2007, della legge regionale numero 1, con la quale vennero determinati i corretti criteri di calcolo, legge – sottolinea Luigino Sergio – redatta dal sottoscritto, dal compianto Vittorio Potì e dall’Assessore Barbanente.