Medici destabilizzati, la palla passa a Roma

Medici

LECCE – Per 70 medici e 23 tra infermieri e tecnici della Asl di Lecce, sarà ancora un mese di lavoro. Poi ci si affiderà al Governo nazionale. I loro contratti scaduti nelle scorse ore, saranno prorogati fino a fine novembre.

Dopo il lungo vertice barese, il Direttore Generale della Asl di Lecce Valdo Mellone ha deciso di prendere la strada della proroga dei contratti, nonostante questa sia una scelta di cui Mellone sarà personalmente e direttamente responsabile.

Se non lo avesse fatto, i leccesi  non avrebbero avuto più l’assistenza minima essenziale. I reparti sarebbero rimasti senza personale e la situazione sarebbe precipitata in una emergenza peggiore di quella attuale.

Quello scelto dalla Asl di Lecce è un modo per temporeggiare in attesa che nelle prossime ore il Ministro alla Salute Balduzzi nell’incontro con l’Assessore regionale al ramo Attolini, sciolga la riserva sulle deroghe annunciate. In realtà, anche queste non basteranno. Il 15% del fabbisogno reale è davvero poco. Sono spiccioli, ammette Mellone.

Ma almeno è qualcosa. Tra le deroghe e i contratti prorogati, l’importante è arrivare a dicembre perché poi dal 2013 cade il paletto impetuoso dell’obbligo di non superare il 50% della spesa del personale a tempo determinato del 2009.

L’obiettivo dell’esecutivo nazionale era, infatti, quello di congelare la spesa. Ma l’effetto che si è avuto, aggiungendo a questo i limiti impietosi del piano di rientro, è che gli ospedali sono al collasso. In tutto, infatti, mancano 5.000 medici su tutto il territorio. E si è fortunati se ne recupereranno 2.000.

L’unico dato che consola in parte è che la Asl di Lecce, come le altre, ha raggiunto gli obiettivi di risparmio economico che il piano di rientro aveva fissato.

Proprio per questo si è fiduciosi che da Roma arrivi il via libera alle assunzioni, anche se la speranza è che allentino la cinghia più del promesso.