Collegio dei revisori, gaffe a Palazzo?

Palazzo Carafa

LECCE – Quello del bando per eleggere un nuovo Collegio dei revisori presso il Comune di Lecce, potrebbe rivelarsi una gaffes. Ne è certa l’opposizione che in Consiglio chiederà che venga ritirato l’atto.

Non arretra, invece, la maggioranza anche se i dubbi iniziano ad aleggiare e a renderla meno compatta.

A sollevare la questione in Commissione Bilancio è il Pd: Antonio Rotundo, sottolineando che lo Statuto comunale prevede la sostituzione e non lo scioglimento dell’organo.

Tradotto: i due componenti che hanno rassegnato le dimissioni a seguito di insanabili strappi con la Dottoressa Montinaro, non fanno decadere il Collegio bensì vengono semplicemente sostituiti. Di fatto non mandano a casa il terzo revisore che, dunque, resterebbe sino alla scadenza naturale del mandato.

Mentre l’Amministrazione ha provveduto, sin dal giorno seguente alle dimissioni di Marotta e Natale, a pubblicare un bando per ricercare nuovi revisori. Per il Segretario generale, invece, Vincenzo Specchia, fa scuola una sentenza del Consiglio di Stato secondo la quale quando mancano i componenti, l’organo non può funzionare e dunque decade poiché non c’è più la maggioranza.

Carlo Salvemini di ‘Leccebenecomune’ la fattispecie è differente. Fa sponda il Consigliere comunale dell’Udc, esperto in materia, il costituzionalista Luigi Melica, secondo il quale il ragionamento è ineccepibile se non fosse che di fatto si scontra con quanto prevede lo Statuto di Palazzo Carafa, ossia la sostituzione.

La maggioranza che di fronte al braccio di ferro fra opposizione e il Segretario generale, interviene per difendere la scelta di far decadere il Collegio, per bocca dell’Assessore al Bilancio. Secondo Monosi la norma si presta a doppia interpretazione e che il decadimento dell’organo dei revisori contabili è dettato da incomprensioni fra i revisori stessi. Per il Consigliere di Io sud, Ciccia Mariano, essendoci molta confusione in materia, fa scuola la sentenza del Consiglio di Stato che ferma dei punti.

Ossia lo scioglimento. Ma l’opposizione non sembra intenzionata a fare sconti e fra poche ore, in Consiglio comunale, chiederà che venga bloccato e ritirato l’atto. Anche, perchè fra i punti all’ordine del giorno, c’è proprio l’elezione dei nuovi revisori.

Commenti

  1. BENEDETTO PROTO scrive:

    I commi 2 3 dell’Art.235 Tuel( cause di cessazione) sono norme derogabili. Nel caso de quo prevale lo statuto dell’ente (art.78) sostituzione revisori.
    Cosa alquanto grave è che in presenza della pubblicazione del regolamento ( 12 settembre 2012) sulla nuova procedura di nomina a sorte previsto dal D.M.n.23/2012, l’ente ha furtivamente nominato il collegio dei revisori.
    Del resto quest’ultima previsione era prevista nell’avviso pubblico per l’elezione dei revisori del 12.10.2012 a firma del dirigente Laudisa.
    L’ente si muove secondo vecchi schemi, frutto di preaccordi politici. Invito la COnsip ( delegata dal Ministero della Giustizia alla tenuta dell’albo dei revisori legali) a costituirsi parte civile nei confronti dell’ente per il ricorso presentato da alcuni professionisti beffati.
    Firmato dott. Benedetto Proto