‘Cittadella’, dopo il falò la verità del Consiglio

Provincia di Brindisi

BRINDISI – A poche ore dall’incendio di matrice dolosa che ha incenerito una considerevole mole di documenti ritenuti scottanti, l’affaire ‘Cittadella della Ricerca’ si sdoppia in quello che, da molti, è considerato il giorno della verità.

Conti, fatture, spese, ricavi. Tutto quanto di finanziariamente rilevate sarà discusso oggi nella seduta monotematica del Consiglio provinciale.

La Commissione d’inchiesta, politica e bipartisan, presieduta dal Capogruppo Pdl Nicola Ciracì, sarà chiamata a relazionare sulle annunciate incongruenze nella discussa gestione della ‘Cittadella’.

Bilanci sospetti. Talmente tanto sospetti che qualcuno, pur consapevole della presenza del sistema di videosorveglianza, ha preferito rischiare per far sparire le tracce dagli archivi.

Sono migliaia i documenti rimasti bruciati nel rogo di ieri mattina, la cui matrice dolosa sarebbe accertata dai rilievi effettuati dai vigili del fuoco del Comando provinciale, abili nell’identificare almeno 3 diversi focolai all’interno del locale adibito ad archivio.

Per appiccare il fuco, è bastato utilizzare un giornale accartocciato che una volta infiammato, ha preso di mira prima un armadio pieno di faldoni e poi due cassettiere, anonimo mobilio di una stanza conosciuta da pochi.

Come dire che il piromane sapeva bene dove colpire o perché di casa o perché precedentemente ben istruito. Dell’indagine si stanno occupando gli uomini della Digos che su disposizione del Pm Pierpaolo Montinaro,  hanno messo sotto sequestro l’area interessata dal rogo e acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza.

Chi ha appiccato il fuoco, secondo gli inquirenti, deve in qualche modo essere stato immortalato dagli occhi elettronici nei pressi dell’archivio.