Bufera in Ateneo, sospeso il Direttore

Rettore Laforgia

LECCE – Una bufera in piena regola, che travolge il Direttore amministrativo, come dire il vertice tecnico dell’Università del Salento, ma che promette di non fermarsi qui.

Andiamo con ordine: ha fatto enorme rumore la pubblicazione sulla Gazzetta di Lecce della conversazione avuta tra il Direttore amministrativo Emilio Miccolis e il sindacalista – e Dirigente dell’Ufficio concorsi – Dino De Pascalis.

Fra i due non scorre buon sangue, tanto che c’è una causa in corso, avendo De Pascalis in una seduta del Consiglio d’Amministrazione richiamato le indagini che hanno toccato Miccolis quand’era Direttore dell’Università di Siena, con toni che il Direttore poi nominato ha ritenuto diffamatori.

Ma la conversazione tra Miccolis e De Pascalis era di tutt’altro tipo, con il Direttore che blandiva il sindacalista affinché lasciasse il suo posto di Capo dell’Ufficio concorsi, con toni tutt’altro che da manager pubblico.

Quella conversazione pubblicata provoca una bufera: Laforgia sospende Miccolis.

“Il Direttore Generale è sospeso cautelativamente in attesa di fare luce sulla vicenda – scrive il Rettore – Non sapevo di questo incontro con il sig. De Pascalis, che apprendo solo oggi dal giornale.

Non posso che dissociarmi da ciò che ho letto in quanto non rientra nella mia visione dei rapporti istituzionali e personali – continua Laforgia -. Il Direttore è stato scelto per le sue ottime capacità di tecnico, ha completamente ristrutturato l’Amministrazione dell’Ateneo e ha dato prova di essere capace di dragare finanziamenti e risolvere problemi con il Ministero.

Tuttavia, non posso accettare che esista un’etica pubblica e un’etica privata. L’etica è soltanto una – dice il Rettore -. La presenza del Direttore generale, se la conversazione pubblicata fosse vera, risulterebbe incompatibile con la linea di rigore che abbiamo mantenuto finora. D’altra parte, è eticamente inqualificabile – conclude Laforgia – che un dirigente sindacale circoli in Ateneo con il registratore in tasca.”

Ma la bufera non finisce qui: è Alfredo Mantovano, già apripista di una interrogazione in cui chiede ai Ministeri un’ispezione per far luce su un concorso universitario ritenuto opaco a tornare a picchiare sul Magnifico: quell’interrogazione è stata definita da Laforgia “una montatura, tesa a far sì che l’Università del Salento venga meno al rigore e al riconoscimento del merito, sia nei concorsi che negli appalti?”.

Mantovano ricorda al Rettore che effettivamente: “Mi interessano gli appalti, sia quelli attinenti a questo territorio, sia quelli che hanno un respiro nazionale. Nei Governi di cui ho fatto parte credo di aver avuto un minuscolo ruolo nella redazione e nel varo delle norme di prevenzione da infiltrazioni e anomalie nelle gare relative a opere pubbliche, recentemente introdotte nel nostro ordinamento”,   dice Mantovano che ricorda anche come  “qualche anno fa, sempre da Sottosegretario dell’Interno, organizzai, con l’apporto essenziale delle Prefetture di Lecce e di Brindisi, una ricognizione sulle distorsioni degli appalti nelle due Province, che fece emergere ‘cartelli’ e manipolazioni, e sulla quale la Magistratura leccese si basò per un importante processo e per sentenze di condanna. Chi vivrà vedrà!”, conclude Mantovano, come ad adombrare possibili nuove iniziative della Magistratura.

Cosa succederà nel futuro non si sa. Quello che si sa di certo è che la Procura di Lecce continua ad indagare su molti filoni riguardanti l’Ateneo leccese, nei cui corridoi già in molti mormorano che anche il precedente Rettore, Oronzo Limone, cadde più per le indagini giudiziarie che per la debolezza politica.

Commenti

  1. Ardito Desio scrive:

    Toni intimidatori da boss, minacce, estorsione, abuso d’ufficio, truffa, un’elenco di reati cosi’ imponente presenti nella registrazione che mi chiedo come mai la procura non abbia ancora arrestato un soggetto cosi’.Dico a tutta la ciurma di l*******o del rettore e del dirett. amministr. DI DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE, prima che gli eventi precipitino e travolgano anche loro, partecipi a pieno titolo di questo immenso schifo, a casa tutti prima che gli studenti vi prendano a calci nel c**o.