Segreteria Pd, strascico di veleni

marra

LECCE – Ancora veleni all’interno del Partito Democratico leccese. A pochi giorni dall’elezione di Andrea Imbriani a Segretario cittadino, continuano le polemiche su quella, considerata da molti come una candidatura d’apparato, poiché frutto di un accordo fra il Segretario regionale Sergio Blasi e l’area Letta del Pd.

A scagliarsi contro la definizione ‘vittoria della nomenclatura’ è l’ex Segretario cittadino, dimessosi a seguito della debacle del Centrosinistra nell’ultima tornata amministrativa. Dimessosi nonostante le cause degli errori fossero da ricercare più a Melpignano che in via Tasso e che dunque, oggi, mal digerisce il fatto che della vittoria di Imbriani possa vantarsi Blasi.

Il maggior numero di tessere prodotte su Lecce e che hanno consentito ad Imbriani di spuntarla al ballottaggio contro Alessandra Pinto, infatti, fanno riferimento al Consigliere comunale del Pd, Sergio Signore.

Marra punta il dito contro i big del partito. Su Facebook scrive: “Mi domando se Alessandra Pinto sostenuta nell’ordine dal Sen. Alberto Maritati, l’On. Teresa Bellanova, l’On. Antonio Rotundo, dal Capogruppo al Comune di Lecce, Paolo Foresio, dai Giovani Democratici, compreso il Segretario leccese Emilio Micocci, dai componenti leccesi della Segreteria provinciale : Gabriella Ferullo e Patrizia Colella, insieme ad autorevoli Dirigenti del Pd leccese da Antonio Grassi a Giovanni Marsella e via dicendo, era figlia della militanza.

Oppure qualcuno, magari dopo un’accurata visita oculistica, ‘intravede’ un po’ di nomenclatura ? Una cosa è la verità, altro è la verità raccontata !!!”, incalza.

“Auguri al nuovo Segretario, al quale consiglio sommessamente di coinvolgere, indipendentemente da chi lo ha votato, tutti coloro abbiano voglia di lavorare per il Pd leccese nelle forme e nei modi che riterrà, lasciando al loro disfattismo congenito quanti abbaiano alla luna”.

Parole dure quelle di Fabrizio Marra che, nonostante le dimissioni dalla Segreteria cittadina, non rinuncia al protagonismo nella vita politica del partito.