Imprenditore sale sul traliccio: “Io, vittima del pizzo”

pizzo

BRINDISI – Sale su un traliccio dell’energia elettrica per gridare la propria disperazione. Lo fa di nuovo, a distanza di qualche anno, minacciando ancora una volta di buttarsi. E’ il tentativo estremo di un uomo che per l’ennesima volta, chiede aiuto alle istituzioni, dopo essere stato vittima di alcune intimidazioni. Vittima del pizzo.

Da ultimo il furgone bruciato proprio qualche giorno fa al rione Paradiso; un gesto che però non ha intimorito Vitantonio Carrone, 68 anni, titolare di un agriturismo sulla Strada Provinciale che collega Brindisi a San Vito dei Normanni.

Una vita dedicata al lavoro, la sua, ma che qualcuno ha deciso di rendere impossibile, con continue richieste di denaro. “Mi hanno rovinato”, ha urlato l’imprenditore dal traliccio su cui si è arrampicato in mattinata.

Soffocato da mani criminali, Carrone ha deciso di rendere nuovamente pubblica la sua storia, salendo in cima a quella torre d’acciaio, nel quartiere Minnuta di Brindisi, lungo la strada dei Pittachi.

Sfinito, esausto, ha lanciato il suo appello alle istituzioni sfogando la sua rabbia. “Non posso più lavorare in queste condizioni”, ha aggiunto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e i carabinieri. I caschi rossi sono riusciti a recuperare l’uomo utilizzando un cestello elevatore e dopo averlo convinto a scendere giù.

5 anni fa, nell’ottobre del 2007, Carrone fu rapinato sotto casa. In tre, armati ed incappucciati, lo aggredirono e lo legarono per portargli via 150 euro.  Solo qualche mese prima,  si era arrampicato su un traliccio della luce, minacciando il suicidio.