Bimbo conteso tra i genitori, non può andare a scuola

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TARANTO – Dramma tra Taranto e Brindisi. Al centro ancora una volta un bambino, di appena 9 anni. Un figlio conteso tra due genitori, la cui infanzia scorre bloccata in una ingarbugliata vicenda giudiziaria di cui si sta occupando il Tribunale dei minori di Taranto.

Non può andare a scuola, il piccolo conteso, perché formalmente non è ancora affidato al padre.

Il Giudice del Tribunale ionico per i minori, nelle scorse settimane aveva incaricato i carabinieri di prelevare il bambino dalla casa paterna, a Brindisi e di riportarlo alla madre che risiede in un Comune del tarantino.

I militari, però, non hanno trovato il piccolo in casa. Il papà non lo ha fatto trovare ed è stato denunciato per inosservanza di una decisione del Giudice. La vicenda intanto resta congelata, in attesa che dal Tribunale arrivino nuove decisioni.

Nel frattempo a pagarne le conseguenze, non solo emotive ma anche di carattere pratico, è proprio il piccolo che non può andare a scuola come  i suoi coetanei, ma è costretto a rimanere a casa.

Non ha la residenza a Brindisi, documento richiesto dalle Segreterie scolastiche. Il nulla osta del Circolo didattico del Comune di residenza al momento non arriva,  perché la Direttrice, secondo quanto affermato dal padre del bambino, ritiene che fargli cambiare scuola e compagni potrebbe turbare la sua mente.

In realtà, però, a turbare innanzitutto il piccolo, c’è proprio la separazione dei genitori. Ci sono le liti tra loro e le rivendicazioni a botta di denunce. Le due versioni diverse che difendono a spada tratta.

Lui dice che il piccolo non vuole stare con la mamma, raccontando che lei lo avrebbe picchiato. Dall’altra parte la donna preferisce non parlarne con nessuno. Troppa pubblicità, sostiene, ricadrebbe in maniera negativa sul bambino. La battaglia, intanto, continua.

Una battaglia che purtroppo non è un caso isolato. Ma è solo una fra le tante storie che come quella dei giorni scorsi, nella Provincia di Padova, del bimbo preso con la forza dalla Polizia, si regge su sofferenze troppo grandi per chi dovrebbe, invece, pensare solo a giocare.