Costi di costruzione, arriva la batosta retroattiva?

severo martini

LECCE – Una batosta retroattiva da 32 milioni di euro sulle tasche dei salentini, specie degli imprenditori edili e comunque di coloro che hanno costruito casa dal 2005 in poi e che potrebbero essere chiamati ora dai rispettivi Comuni a versare nuovi denari per sanare le proprie situazioni.

La questione non è semplice: il 29 settembre, il nucleo tributario della Guardia di Finanza di Lecce rende nota l’operazione ‘Polis’: quasi 200 dirigenti di Uffici tecnici dei Comuni della Provincia di Lecce vengono segnalati alla Corte dei Conti per aver ‘dimenticato’ di aggiornare costi di costruzione e oneri di urbanizzazione.

Una dimenticanza calcolata dagli uomini del Colonnello Vito Pulieri, appunto, in 32 milioni di euro: solo nei primi 7 Comuni, il presunto danno erariale ammonta in tutto a 17 milioni di euro.

Leader assoluto Lecce città con oltre 6 milioni, a seguire: Copertino, Porto Cesareo, Monteroni, Casarano, Poggiardo e Nardò.

Tutti soldi che – secondo le indagini delle Fiamme gialle – i circa 200 dirigenti degli uffici tecnici avrebbero dovuto richiedere ai cittadini o agli imprenditori che costruivano casa. E ora quegli stessi dirigenti potrebbero essere chiamati dalla Corte dei Conti a rispondere del danno erariale: cioè, a mettere mano al portafoglio personale e a risarcire i Comuni per i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione non richiesti.

Una prospettiva che ha mandato in subbuglio – ovviamente – i dirigenti: una cinquantina di loro si sono rivolti, la scorsa settimana, tramite l’Ordine degli Ingegneri di Lecce all’Avvocato Pietro Quinto. Il quale non ha dubbi: “L’unico modo per evitare la condanna – dice il legale – è innalzare costi e oneri per il futuro, ma è necessario anche recuperare retroattivamente le somme non riscosse, specie per quanto riguarda i costi di costruzione.

Significherebbe che i Comuni dovranno andare a bussare uno per uno a coloro – costruttori o semplici cittadini – che abbiano edificato dopo il 2005, richiedendo di sborsare altre migliaia di euro, oltre quelli già sborsati per ottenere le licenze. D’altronde fino all’agibilità, qualunque Comune può richiedere integrazioni economiche”, assicura Quinto.

Un ragionamento giuridico che però si tradurrebbe in una batosta retroattiva su chi ha già costruito casa, supponendo di dover pagare 100 euro e che ora si ritroverebbe a pagarne – poniamo – 120. cosa succederebbe, ad esempio, a Lecce-città? Palazzo Carafa è in cima alla top ten del presunto danno erariale, tanto che sia il dirigente in carica, Luigi Maniglio, che l’ex dirigente, Raffaele Attisani, si sono affidati all’Avvocato Saverio Sticchi Damiani per tutelarsi.

L’Assessore all’Urbanistica Severo Martini ci va pianissimo: “Intanto stiamo verificando i dati, perché a noi risultano numeri diversi – dice – ma chiedere retroattivamente denari ai cittadini mi sembra una cosa politicamente inaccettabile, vorrebbe dire uccidere un comparto già in coma.

Ne discuteremo in Consiglio – conclude Martini – anche con la minoranza per assumere tutti insieme una responsabilità politica su una vicenda così complicata”.