Riordino, il Ministro: “Province da commissariare”. E cresce il dubbio Lecce

ministro Patroni Griffi

Riordino, accorpamento, commissariamenti. Nelle Province cancellate, certo. Ma, chissà, all’interno del calderone, potrebbero finirci anche gli enti ‘salvati’ dalla legge 135. Come, per esempio, la Provincia di Lecce che pur evitando la scure della spending review grazie ai criteri ormai noti (350mila abitanti e 2.500 km quadrati di superficie) potrebbe andare incontro al commissariamento.

L’ipotesi è stata alimentata dopo quanto dichiarato dal Ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.

“Entro fine mese – ha detto il Ministro – il Governo varerà il decreto per stabilire modalità e tempi per il riordino. Quindi – ha concluso – saranno nominati dei commissari e si andrà al voto”.

Dichiarazioni che fanno tremare anche i leccesi. Prendendo alla lettera le parole di Patroni Griffi, il Commissariamento potrebbe riguardare non solo le Province cancellate e accorpate, ma anche quelle ‘salvate’, commissariate in attesa che da un punto di vista amministrativo, si torni alla normalità.

Una sorta di azzeramento, dunque, che non escluderebbe nessuno. Con Brindisi che di fatto, ha già anticipato il decreto (Ferrarese è dimissionario), ma con Taranto che con Florido ancora in sella, risucchierebbe la Provincia adriatica con a capo un commissario.

Se l’interpretazione fosse corretta, però, i Presidenti ancora al loro posto potrebbe decidere di seguire il ‘modello Ferrarese’. Questo perché, per essere candidati in Parlamento (ambizione tutto sommato condivisa da tutti i Presidenti) gli stessi dovranno dimettersi 6 mesi prima dell’indizione dei comizi elettorali.

Numeri alla carta, prendendo per buona la data del 28 aprile, il termine scadevo il 9 ottobre. Ferrarese, con lungimiranza, l’ha rispettato. I ritardati, chissà, potrebbero presto correre ai ripari, alla ricerca di una deroga o di un probabile slittamento.