Processo a Tedesco: Vendola assente, Regione non costituita

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BARI – La Regione Puglia non sarà parte civile contro Alberto Tedesco e gli altri 32 imputati: ammesse le Asl pugliesi che hanno chiesto 1 milione di euro di danni ciascuna,nel processo che vede coinvolti l’ex Assessore oggi Senatore, diversi ex dirigenti Asl e esponenti politici, ma esclusa la Regione per un vizio formale nella richiesta di costituzione di parte civile. Qual è il vizio formale?

Il fatto che la delibera di costituzione di parte civile, che aveva anche quantificato la provvisionale al risarcimento danni in 5 milioni di euro, era stata sottoscritta dalla Vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone, che però non era ‘legittimata’.

Nella delibera di Giunta regionale approvata il 25 settembre scorso, la Vicepresidente sottoscrive anche l’atto ‘in sostituzione del Presidente’, perché Nichi Vendola era assente.

Secondo il giudice, però, Vendola avrebbe potuto sottoscrivere l’atto in un secondo momento sulla base di quella delibera. Mancano, secondo il giudice, le ‘necessità d’urgenza’ di un simile provvedimento.

Il processo è il troncone giudiziario principale di quell’inchiesta sulla sanità che si tradusse in una bufera politica, allorquando la Procura di Bari richiese l’arresto per l’ex Assessore della Giunta Vendola, richiesta di arresto respinta per due volte dal Senato dove nel frattempo Tedesco era approdato nelle liste del Pd, salvo poi dichiararsi indipendente allo scoppiare dell’inchiesta.

A Tedesco vengono contestati i reati di associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio, corruzione e falso. Nell’inchiesta sono coinvolti anche l’ex Direttore generale della Asl Bari Lea Cosentino, il suo ex collega di Lecce Guido Scoditti, ma anche imprenditori, dirigenti di diverse Asl e di ospedali pubblici pugliesi.

L’ipotesi accusatoria è che dal 2005 al 2009 ci fosse nella sanità pugliese “una rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari e economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti da dirottare verso Tedesco in occasione delle competizioni elettorali”.

Un’accusa su cui il processo dovrà fare definitivamente luce. Un processo che potrebbe vedere riunificate le sorti dell’ex Assessore della Giunta Vendola e il suo Presidente: accanto a questo procedimento giudiziario, infatti, ce n’è un altro che vede coinvolti il Governatore Vendola e l’ex Direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino, riguardo la nomina di un Primario, per la quale il Presidente avrebbe esercitato – secondo l’accusa – indebite pressioni sulla manager.

La decisione dovrebbe arrivare nell’udienza del prossimo 19 ottobre e potrebbe quindi saltare l’udienza a carico di Vendola, fissata per il giorno prima, il 18 ottobre, in attesa che Diella decida.

La difesa di Tedesco si è però opposta alla riunione dei due procedimenti perché “violerebbe – ha spiegato l’Avvocato del Senatore – il principio della ragionevole durata dei processi”.

Commenti

  1. Roberto scrive:

    L’uomo dall’orecchino invece di occuparsi degli affari regionali gira l’Italia per la sua campagna elettorale e non sappiamo nemmeno con i soldi di chi. La mancata costituzione in giudizio si tradurrà sicuramente in un danno economico per i cittadini pugliesi. Che non l’abbia fatto apposta? Che dire, un vero schifo!