A Palazzo Carafa, guerra sui numeri dei dirigenti

palazzo carafa

LECCE – Lo scontro in Consiglio comunale a Lecce si è consumato sui numeri. Tema caro al democratico Antonio Torricelli che ha attaccato l’Amministrazione dopo la relazione dell’Assessore al Bilancio, Attilio Monosi.

Il quale ha illustrato lo stato di salute delle casse di Palazzo Carafa.

“La guarigione è vicina”, ha detto. L’Amministrazione si sta impegnando in quel processo di risanamento finanziario iniziato qualche anno fa. D’altro canto nel rendiconto di gestione del 2011 sono iscritti sempre quei 4 milioni di disavanzo che sono il fardello che il comune di Lecce porta sulle proprie spalle già da diverso tempo.

Il cosiddetto ‘buco’ che ammontava in origine a quasi 11 milioni di euro, ora ridotto certo, ma non del tutto appianato. Il Comune, ha sottolineato Monosi, proseguirà con il piano delle alienazioni e il recupero di evasione Ici e Tarsu.

Antonio Torricelli ha incalzato il responsabile politico al Bilancio, pungendo su quelli che sono i debiti fuori Bilancio. 40 milioni in due anni, ha tuonato il democratico. Troppi per l’ente. Ma non sono mancate le accuse agli ‘stipendi d’oro’ dei dirigenti, ancora troppo alti per un Comune che subisce la scure della spending review.

Ha fatto eco il Capogruppo di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, rimarcando come non si possa parlare di buono stato di salute fino a quando la forbice fra spesa corrente ed entrate non sarà equilibrata. Non solo. Il Consigliere ha espresso preoccupazione per il richiamo della Corte dei Conti e del Collegio dei Revisori su quei 21 milioni di euro a rischio, derivanti sempre dalla riscossione Ici e Tarsu.

Per questo l’opposizione compatta ha annunciato e votato NO al rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario del 2011. Su 32 presenti dunque la delibera è passata con i soli voti della maggioranza: 23.

Passa anche il riconoscimento del debito fuori bilancio da mezzo milione di euro per l’esproprio di alcuni terreni in via Aldo Moro. In Consiglio comunale è approdata anche una domanda di attualità a firma di Antonio Lamosa di Lecce città del mondo sul riordino delle Province. Il Consigliere contesta la scelta di Taranto capoluogo, rivendicando per Lecce, qualora rientrasse nel dibattito della Maxiprovincia, la fascia.