Le contraddizioni degli sfrattati: “I nomi non esistono, non li ricordiamo”

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LECCE – “I nomi non esistono. Non voglio che qualcuno finisca in galera o venga denunciato a causa mia. E comunque non li ricordo”. E’ questa la versione di Paola e di suo marito Angelo.

I nomi che tutti vorrebbero sentire, loro non li fanno perchè non li ricordano.

Confermano, però, che in campagna elettorale ‘qualcuno’ ha offerto loro denaro e buoni benzina e promesso anche una casa, ma non ricordano chi sia stato.

Paola e Angelo sono stati ascoltati dalla Polizia in Questura come persone informate sui fatti. Le accuse che hanno fatto ai nostri microfoni sono gravissime: ‘voto di scambio’.

Il Sindaco Paolo Perrone ha da subito invitato a fare i nomi. La Federazione della Sinistra ha presentato un esposto in Procura. I politici di entrambi gli schieramenti hanno chiesto che la Magistratura faccia luce sulla questione. Ma ora la giovane coppia dice di non ricordare.

Anche se le accuse che ha mosso al momento dello sfratto sono precise: “Ci hanno dato 120 euro e 5 buoni benzina da 30 euro e promesso un alloggio e un lavoro per mio marito”, non sono affatto circostanziate.

Ma tant’è. Il polverone è stato sollevato, in Procura c’è un esposto e la macchina investigativa si è avviata. Ora però è questo che dichiarano agli investigatori i coniugi che hanno occupato una casa popolare in via Don Giacomo Alberione, una casa che il 30 ottobre dovranno lasciare.

Non ricordano e quei soldi non li hanno mai presi. E vogliono che l’attenzione torni sul problema più grosso che hanno: “Non volevo alzare questa bufera. Almeno servisse ad avere quello che chiediamo: una casa per noi e per i nostri bambini”.