Macroprovincia con capoluogo Taranto, il Pdl scatenato contro il Pd

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LECCE – Diventa scontro, il dibattito sulla riorganizzazione delle Province, dopo la Conferenza stampa nella quale il Pd leccese ha proposto una Macroprovincia che accorpa i 3 territori con il capoluogo stabilito a Taranto, come città più popolosa.

E il Pdl si scatena, accusando i democratici di calcolo di bottega. Il primo a farlo è il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone: “Il Pd svende la nostra Provincia”, lo dice il primo cittadino che sottolinea come Lecce possa essere capoluogo di una Provincia unificata per ragioni storiche e di competenze e non perchè ‘fortino del centrodestra’.

“Lecce è storicamente  capoluogo di Provincia – dice il Sindaco – lo era anche ai tempi della Terra d’Otranto. E’ a Lecce che Corte d’Appello, Procura generale della Repubblica, Tar e Università hanno la loro sede centrale, pur estendendo la loro competenza anche alle Province di Taranto e di Brindisi.

E poi ci sono quei requisiti che rendono la Provincia di Lecce l’unica destinata a sopravvivere. Sentir dire da Giovanni Pellegrino che “sarebbe stato meglio che Lecce non avesse posseduto i requisiti per restare Provincia” – afferma Perrone – mi sembra alquanto insolito e irrispettoso nei confronti del nostro territorio.

Chiamiamo le cose con il proprio nome: il Pd, forse per questione di principio o di colore politico (considerate le forze politiche che sono al governo nella Provincia di Taranto, che lo erano in quella di Brindisi prima delle dimissioni del Presidente Ferrarese e che lo sono nelle rispettive città capoluogo), è pronto a ‘svendere’ Lecce e la sua Provincia”.

Battono sul tasto della convenienza politica, invece, Raffaele Baldassare e Simona Manca. “Il Centrosinistra punta a mettere in minoranza la compagine che governa la Provincia di Lecce con una Macroprovincia che porrebbe in risalto la quota politica preponderante nelle altre Province – dice l’Europarlamentare che però ricorda che la Provincia di Lecce ha i requisiti per mantenere il suo status e anzi potrebbe diventare una Provincia grande o una grande Provincia accogliendo i tanti Comuni del brindisino e anche del tarantino che vorrebbero passare a Lecce. Senza fare – conclude Baldassarre – un calderone ribollente”.

Stesso ragionamento per la Vicepresidente della Provincia di Lecce, secondo la quale Pellegrino, Luigino Sergio e gli altri hanno messo sù, nient’altro che una battaglia di poltrone, scegliendo arbitrariamente una soluzione finalizzata a salvaguardare un ente governato guarda caso dal Pd e dal centrosinistra.

A bocciare l’idea, infine, è anche una personalità assolutamente indpendente e staccata dal Pdl come Giacinto Urso. “Considerato che la sciagurata legge-Monti sul riordino disordinato delle Province suggerisce perfino a persone avvedute soluzioni strambe e antistoriche – dice l’Onorevole – è meglio chiedere, a gran voce, che si fermi lo scempio e si aboliscano tutte le Province – è la provocatoria presa di posizione dell’ex Presidente di Palazzo dei Celestini – Province rese vittime sacrificali dalla furia di dissennatezze demagogiche e da una campagna mediatica falsata”.