Conto alla rovescia spegnimento impianti Ilva. Nel pomeriggio, parla l’azienda

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TARANTO – È partito il  conto alla rovescia per l’Ilva di Taranto.  Entro l’11 ottobre l’azienda dovrà aver avviato le operazioni di spegnimento degli impianti così come intimato dalla Magistratura e predisposto anche la relativa organizzazione del personale.

L’ennesima tegola per la fabbrica che negli ultimi giorni ha prima dovuto prendere atto del NO della Procura e del Gip al Piano da 400 milioni per i primi interventi di risanamento della fabbrica, giudicato dai magistrati assolutamente inadeguato e inconsistente e ora deve provvedere a fermare gli impianti, compreso il grande altoforno 5 che sinora l’Ilva ha sempre cercato di tenere al riparo per evitare contraccolpi pesanti sia produttivi e occupazionali.

Per quanto riguarda il  fronte dei lavoratori, i sindacati di Fim e Uilm avvieranno nelle prossime  ore assemblee congiunte tra i lavoratori  per decidere le  iniziative da intraprendere. Esclusa, per ora la possibilità di  nuovi  scioperi.

Per il Comitato ‘Cittadini e lavoratori liberi e pensanti’, che raccoglie l’adesione di lavoratori Ilva fuoriusciti dai sindacati metalmeccanici: “Fare adesso degli scioperi significherebbe protestare contro la Magistratura e soprattutto creare disagi a Taranto e ai cittadini quando, invece, se si è giunti al punto limite la responsabilità è di Riva e dell’Ilva”.

Sostengono, invece, l’azione dei Magistrati e dei custodi, diversi movimenti ambientalisti.

E sempre nelle prossime ore  parlerà l’azienda, attraverso  l’Ingegner Adolfo Buffo, Direttore dell’Ilva di Taranto. Buffo  dovrebbe piegare  e cosa Ilva ha fatto sinora rispetto a quanto chiesto da Procura e custodi.

Buffo è Direttore dell’Ilva di Taranto da circa due mesi, da quando l’Ingegner Luigi Capogrosso si è dimesso dall’incarico ed è stato poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta penale che a luglio ha portato ai domiciliari 8 persone.

Domani,  infine, l’Ilva dovrebbe presentare al Tribunale del Riesame di Taranto il ricorso contro l’ultimo atto del Gip Patrizia Todisco, lo stesso che ha firmato il sequestro dell’area a caldo.

Il ricorso riguarda la bocciatura del Piano aziendale sui primi investimenti per mettere in sicurezza la fabbrica sotto il profilo ambientale e sempre domani a Roma comincia l’ultima serie di riunioni che dovrà portare entro il 17 al varo della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva, il provvedimento che conterrà le regole di esercizio impianti cui l’azienda dovrà attenersi, ma anche le prescrizioni che dovrà rispettare per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti nell’aria.