Accorpamento, Brindisi e Taranto chiamate a deliberare. Mentre Curto (Fli) prevede nuove elezioni provinciali

Comune di Brindisi

BRINDISI – Accorpamento Province, si entra nella fase decisiva. E forse, chissà, addirittura ‘elettorale’. Perché nelle prossime ore, su due fronti diversi, si capirà effettivamente quanto sia poi percorribile la strada dell’ente con il Doppio capoluogo.

Il ‘Mostro a 2 teste’, con Taranto e Brindisi a dividersi onori e oneri, sarà al centro delle sedute consiliari in programma tanto sul fronte jonico, il prossimo venerdì, quanto su quello adriatico, con l’Assise cittadina chiamata a deliberare già nella giornata di martedì.

Le forze di maggioranza presenteranno una delibera che se votata, darà mandato al Sindaco Mimmo Consales di intraprendere ogni azione giudiziaria e istituzionale atta a scongiurare l’eliminazione della Provincia di Brindisi.

Ma nel caso in cui ciò non fosse possibile (come pare ovvio, al momento, che non lo sia), il Sindaco spalleggiato da Provincia e altri Comuni, dovrebbe impegnarsi a cercare di costruire una Provincia che sia la risultanza tra quelle di Brindisi e di Taranto, con la città adriatica pronta a mantenere al pari di Taranto, lo status di capoluogo.

Quindi, se anche ciò non fosse possibile (come pare sempre più ovvio, al momento, che non lo sia) sì alla costituzione di un Grande Salento, che unisca Brindisi, Lecce e Taranto salvaguardando sempre lo status di capoluogo di Brindisi.

A Taranto, invece,  il Consiglio dovrà fondamentalmente, decidere se concedere al capoluogo adriatico, i galloni di capoluogo. O, quantomeno, la metà. Il Sindaco Ippazio Stefàno, come l’Assessore regionale Pelillo, si sono già detti favorevoli e sponsorizzano questa ipotesi.

Che, però, è osteggiata dalle forze di opposizione (Pdl in primis) oltre che da alcuni componenti della maggioranza. In appendice, in tema di riordino, registriamo la nota del Consigliere regionale Fli che senza mezzi termini, critica duramente le politiche del Governo centrale.

“Confesso – scrive Curto in una nota -di non riuscire più a seguire le schizofreniche giravolte e le quotidiane inversioni a U del Ministro Patroni Griffi. La mattina – prosegue Curto –  il Ministro ritiene praticabile il doppio capoluogo, la sera sostiene il contrario.

Un giorno  ritiene opportuno frenare un pò in tema di riordino, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale (7 novembre); il giorno dopo dichiara assolutamente necessario procedere a tappe forzate verso la definizione del procedimento”.

Ma l’ex Senatore va anche oltre. Nelle intenzioni di Futuro e Libertà, infatti, oltre a spingere per l’ipotesi Macroprovincia, c’è anche quella di prepararsi per una nuova campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale dopo le dimissioni di Ferrarese se – Curto lo ritiene verosimile – la legge sul riordino s’impantanerà o nelle secche del voto parlamentare o nelle sabbie mobili della Suprema Corte”.

Possibile? Perché no. Lo stato confusionale in cui sembra essere caduta tanto la politica provinciale, quanto quella regionale e nazionale, potrebbe in effetti favorire ipotesi di questo tipo. Se l’iter sul riordino fosse ‘bloccato’ in Parlamento (con la battaglia promessa dai parlamentari del Pdl) diventerebbe inevitabile indire nuove elezioni per l’ente lasciato scoperto dalle dimissioni di Massimo Ferrarese. Fantapolitica? Solo al 50%, dice Curto.

Che, sornione, conclude con un monito:“Nessuno si scandalizzi più di tanto”.