L’arbitro inceppa il Lecce 2-2 a Como

stadio di Como

LECCE – Como-Lecce 2-2. Un pareggio, tante recriminazioni, polemiche a non finire. La trasferta di Como per il Lecce, è una sorta di crocevia tra la leggenda di un record di vittorie consecutive da inseguire e le contingenze di un campionato da vincere con la sagacia dei grandi.

Ma a Lerda non parlate di filotti…. Il Lago di Como, nella tradizione, riporta alla mente connubi tormentati. Da stasera, ricorderà anche la contestata direzione arbitrale del sig. Aversano di Treviso.

Alcuni suoi fischi hanno inciso sulle dinamiche di una partita che, ad un certo punto, sembrava già avesse scritto il suo destino. Ed invece, nel calcio come nelle storie d’amore come quella tra Renzo e Lucia, tutto può cambiare in un batter di ciglio. Anzi, con un fischio.

Il Como vuole ritagliarsi spazio tra le cronache di un campionato ormai marchiato di giallorosso e lo fa capire da subito. Al 5′, Torregrossa tocca in rete ma il gol viene annullato per evidente fuorigioco. Il Como tiene alto il ritmo e sfrutta bene le fasce, il Lecce però non corre rischi.

Al 16′, l’episodio che risulterà decisivo in seguito. Esposito ferma fallosamente Cia a centrocampo e viene ammonito. Due minuti dopo si fa male Pià, Foti prende il suo posto e cambia fisionomia tattica alla sua squadra che sembra avere maggiori soluzioni per il gioco d’attacco.

Poco dopo, Aversano di Castelfranco Veneto non solo non vede un fallo solare di Giampà su Chiricò, ma sanziona l’attaccante salentino con un gratuito giallo.

Al 25′, il Lecce va vicino al gol: Luoni incespica sul pallone al limite, Falco serve a sinistra Chiricò il quale dopo la sua classica serpentina, fallisce la conclusione ravvicinata e si guadagna, gli improperi dei suoi fans ed il prevedibile rimbrotto del martedì da parte di Lerda. Il Lecce ha già preso le misure all’avversario e il gol non tarda ad arrivare.

Al 29′, Chiricò pennella un cross al bacio per un Foti lasciato colpevolmente libero e l’1 a 0 è cosa fatta. 3° gol dell’attaccante che rende impressionante la sua media tra minuti giocati e reti realizzate. Al 40′, il Como prova a reagire, ma la difesa del Lecce dimostra solidità. Lisi converge e conclude ma il suo tiro è debole.

Un minuto dopo, Corner per il Lecce, palla a Esposito che si gira e calcia alto.
Sul finir di frazione c’è gloria per Benassi, fino ad allora poco impegnato. Sulla sventola di Cia da fuori area, SuperMax ricorda a tutti di essere in Lega Pro solo di passaggio. Inizia la ripresa, ci si attende l’arrembaggio dei lariani, ed invece è ancora il Lecce a passare.

Al 3° giro di lancetta De Rose elude Fautario e beffa Micai con un rasoterra angolato.
Sembra il gol che mette in ghiaccio il match, anche perchè, al di la della punizione centrale di Memushaj dal limite, minuto 7°, il Como sembra arruffone e smarrito.
Ma al 10′, avviene ciò che rappresenta il punto di flesso della sorte della gara. Un sospiro in area di Esposito e Torregrossa va giù.

Esposito viene espulso per doppia ammonizione ed il conseguente generoso penalty viene trasformato da Tremolada. Partita riaperta ed i mister mettono mano alle panchine per esigenze diametralmente opposte. Nel Como dentro Donnarumma per Torregrossa, nel Lecce fuori Bogliacino e dentro Di Maio.

Al 21′, il sig. Aversano di Castelfranco Veneto concede un’ulteriore replica delle sue malefatte, quando Micai frana su Foti ma l’attaccante viene ammonito per simulazione. Un minuto dopo la conclusione da fuori di Falco è parata da Micai.

I lariani cominciano a crederci ed al 24′, il  colpo di testa di Donnarumma finisce a lato.
Ancora cambi al 29′. Nel Como entra Scialpi per Benvenga, nel Lecce Zappacosta per Falco.
Al 35′, il Como perviene al pari: due marchiani errori di Donnarumma e Fautario diventano un inaspettato assist per Cia che tutto solo ed in evidente posizione di fuorigioco, mette in porta senza problemi. Inutili le proteste giallorosse.

Il Lecce non si rassegna all’idea di non poter comunque vincere la partita e al 39′, un colpo di testa di Foti mette i brividi a Micai. E’ l’ultima emozione. Inutili anche i 4 minuti di recupero.

Il Lecce, pur dimostrando grande spessore tecnico, tenuta sul piano tattico e qualche peccato di gioventù di qualche suo giovane talento, oggi, non ha vinto. Ma ha conosciuto, sulla propria pelle, un’altra sfumatura di questo torneo.

Commenti

  1. mikele scrive:

    peccato

  2. Marco scrive:

    ieri sera ho sentito i commenti di tonio de giorgi ed elio donno: ma come si fa a dire che quello su foti non è rigore e che il portiere ha preso per primo la palla?ammettendo per vero quello che dite, ma avete mai sentito parlare di deanno procurato?un calciatore, qualunque ruolo ricopra, nel momento in cui va a prendere la palla non può causare un danno ad un avversario perchè è sempre fallo.la palla in quella circostanza rimaneva nella disponibilità di foti che poteva rigiocarla se il portiere non lo affossava, quindi è danno nprocurato quindi rigore.