Accorpamento, Governo pronto ad intervenire con un decreto

ministro patroni griffi

BRINDISI – “In assenza di decisioni dai territori (leggi, le Regioni) il Governo centrale proporrà al Parlamento un decreto sul riordino delle Province con la legge già approvata”.

A dirlo, il Ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi che anticipa, di fatto, la probabile fumata nera del Consiglio regionale pugliese in tema di accorpamento.

Dopo il fallimento della cabina di regia promossa dall’Assessore Dentamaro e dopo la scelta di demandare all’Assise di via Capruzzi, l’elaborazione di una bozza condivisa, è ora lo stesso Ministero a prendere in mano una situazione che a pochi giorni dal termine ultimo del 24 ottobre, appare quantomeno confusa.

Il quadro, al momento, appare infatti tutt’altro che chiaro. Da una parte, la Provincia di Brindisi stretta tra la morsa di Lecce e Taranto. Territori, entrambi, che rivendicano lo status di capoluogo di una futura ed eventuale, Macroprovincia.

E in effetti, mentre la Provincia a 2 teste tra Brindisi e Taranto sembra sempre meno gettonata (con il capoluogo jonico che continua fondamentalmente ad ignorare la possibilità), comincia a guadagnare terreno l’unico ente che unisca il Salento.

Una suggestiva Terra d’Otranto dove, però, il problema è rappresentato dalla scelta della città capoluogo. Taranto, in linea con i criteri, rivendica questo status. Ma Lecce, pur più piccola e popolosa, resta in lizza, perché sempre secondo la legge 135, è l’unica Provincia salentina a possedere i requisiti per restare in vita.

Mancando una posizione condivisa sarà, quindi, il Governo a decidere. Provocando, siamo facili profeti, nuove polemiche e sicuri campanilismi.