Cantiere centrodestra: “Azzerare e ripartire”

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BARI – Da un lato i sindaci che si riuniscono in una corrente interna, dall’altro i mantovaniani che fissano i punti della ripartenza; di mezzo Silvio Berlusconi che spiegherà al Paese il 2 dicembre cosa intendere far nascere dalle ceneri del Pdl.

Il centrodestra è un cantiere aperto. Si lavora intensamente e incessantemente per tentare di non lasciare il passo ad un centrosinistra che, almeno nei sondaggi e nell’individuazione dei candidati, è in vantaggio.

Dopo quella del sindaco di Lecce Perrone, intenzionato ad aderire a L’Italia Chiamò, è il giorno di Alemanno che a Bari con Alfredo Mantovano riunisce gli esponenti dell’area Nuova Italia. I temi trattati rispecchiano quelli che da più parti si sentono invocare da tempo: primarie, azzeramento, pulizia.

“Di operazioni di vertice, il Pdl sta morendo”, dice Alemanno ad una platea di militanti che va oltre le aspettative. L’azzeramento del Pdl ha “come strumento principale le primarie. Noi – ha spiegato – potremo fare convegni, incontri, manifesti, ma se non utilizziamo uno strumento per fare un grande bagno di folla, rischiamo di fare l’ennesima operazione di vertice. Quindi lo strumento principe e centrale, è quello delle primarie”.

Anche perché per Alemanno questo strumento deve essere applicato sistematicamente dappertutto. Dove lo si è applicano si è vinto. Dove è stato cancellato per giochi di palazzo, si è sistematicamente perso. Basta ai rinnovamenti solo d’immagine. Questo ci si aspetta da Berlusconi, altrimenti il rischio è che ognuno vada per la propria strada.

Temi regionali trattati solo nell’intervento del consigliere regionale Erio Congedo, che ribadito la necessità di un’operazione di trasparenza e pulizia anche nel dopo-Vendola.

Il centrodestra, insomma, intende decapitare i vertici o per lo meno metterli all’angolo e impedire che compiano scelta autonome. E questa è anche la richiesta del Movimento Regione Salento, che per voce del Presidente Paolo Pagliaro, dopo aver convinto il sindaco di Lecce a sottoporsi alle primarie, creando il caso divenuto celebre in tutta Italia, incita il centrodestra a ripartire da giovani sindaci, nuove espressioni della società civile, dal mondo delle imprese e dell’associazionismo.

L’auspicio, per Pagliaro, è che non sia un imbellettamento di facciata o una questione che riguardi i soliti notabili. Basta chiusure, yes man, sprechi, privilegi. Bisogna ritornare tra la gente, ascoltarla e ricostruire così, conclude Pagliaro, una gestione virtuosa e rigorosa della cosa pubblica.