Rissa in Consiglio provinciale, Urso urla a Ferretti: “Sei un delinquente”

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BRINDISI – Peggio di così, non poteva proprio finire. Accuse, insulti, rissa. Aggravata dal fatto che, in quel momento, a pagare lo spettacolo erano i contribuenti. Ma vabbè.

Quel che è certo che uno degli ultimi Consigli nella storia della quasi defunta Provincia di Brindisi è stata uno spettacolo indegno.

E dire che nelle intenzioni del centro, la seduta era sicuramente evitabile.

All’ordine del giorno, il fantomatico ‘riequilibrio di bilancio’.

A garantire l’insediamento è stato il Partito democratico, che ha spinto per la discussione. E così, senza il dimissionario Presidente Ferrarese, si sono aperte le gabbie. Durante la seduta, con il Pdl che evidenziava come nessuna documentazione fosse stata predisposta per favorire lo svolgimento del Consiglio, l’azzurro Cosimo Ferretti tacciava il Capogruppo di Noi Centro Paolo Maria Urso, che aveva chiesto il ritiro dell’ordine del giorno, con il termine di ‘vassallo’.

Non l’avesse mai fatto. Urso si imbestialisce e aggredisce verbalmente Ferretti. “Zitto, sei un delinquente  di Oria. Le giacche che hai,  non te le saresti potuto comprare se non fossi stato un delinquente”. Ma Urso è una furia e continua a inveire contro tutti i rappresentanti del Pdl.

A quel punto, il Capogruppo azzurro Nicola Ciracì, decide che può bastare. Con un’agilità insospettabile, si alza dal suo posto e cerca di raggiungere il mingherlino Urso. Volano parole grosse e, probabilmente, anche qualche schiaffone. Sedato prontamente dal fisicamente esile Pino Iaia, Noi Centro, che viene letteralmente allontanato a colpi di panza.

La seduta viene, quindi, sospesa. E di riequilibrio di bilancio si parlerà, forse, in seconda convocazione. In appendice, il riassunto di uno scosso Iaia, che racconta quei terribili attimi in cui, probabilmente, ha sfidato la sorte, affrontando il corpulento Ciracì.

Il termine  ‘vassallo’ rischia ora di diventare un vero e proprio tormentone. Di certo, l’atteggiamento di Urso è sicuramente censurabile e non consono alla figura di un esponente della gloriosa, per quanto in disarmo, assise provinciale.

Ma è lo stesso centrista a discolparsi. “Sono stato attaccato – dice Urso, in maniera premeditata e con un termine che Ferretti, venendo da una città medievale, conosce bene”.

Secondo Urso, per cui ‘vassallo’ ha una valenza delinquenziosa, quando lui stesso accusa Ferretti di essere un delinquente si riferisce ad un tipo di ‘delinquenza politica’. “Forse ho avuto una reazione scomposta – aggiunge Urso – ma sono stato ripetutamente insultato in maniera premeditata. Io me ne stavo tranquillo al mio posto. Se non mi avessero attaccato, non avrei attaccato nessuno”.

Anche il centrodestra fornisce la sua versione dei fatti. “La legislatura Ferrarese – scrivono i Consiglieri del Pdl, non poteva finire in modo peggiore. Hanno cercato la rissa per evitare che venisse fuori la evidente spaccatura della maggioranza”. Che sul fronte Pd, non fa una grinza. Condanna il gesto ma ritiene – per voce del Capogruppo democratico Damiano Franco – che la presenza del partito fosse necessaria.

Laboratorio in crisi? Magie da campagna elettorale. Di certo, almeno per oggi, le scommesse sono chiuse. Nello scontro politico sembra davvero non esserci partita.