Muore dopo il parto, richiesta di archiviazione per 23 medici

rep.anestesia e rianimazione

LECCE “Il trattamento medico riservato alla paziente presso le unità operative di Ostetricia-Ginecologia e Anestesia-Rianimazione dell’ospedale ‘Vito Fazzi’, è da considerarsi adeguato e tempestivo rispetto alle sue condizioni di salute”.

Per questo il Pm Guglielmo Cataldi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo d’inchiesta sulla morte di Tiziana Franchini, la donna leccese di 38 anni, deceduta per emorragia cerebrale dopo aver dato alla luce una bambina il 27 marzo 2011.

23 medici erano stati iscritti sul registro degli indagati per il presunto omicidio colposo.

Come si legge nella relazione redatta dal Medico legale Roberto Vaglio e dai Professori Luigi Specchio e Pantaleo Greco: “L’entità dell’emorragia cerebrale era tale da non consentire alcun intervento terapeutico lenitivo, né tantomeno risolutivo per modificare la prognosi infausta”.

Alla richiesta di archiviazione si sono opposti i familiari della vittima e, nelle scorse ore si è svolta l’udienza camerale davanti al gip Vincenzo Brancato. I familiari, sulla scorta di una consulenza di parte, ritengono che a causare l’emorragia mortale sia stata sottovalutazione di una mutazione genetica per cui la donna era in cura. Una volta in ospedale, la terapia sarebbe stata sospesa, provocando ciò che poi è successo. Tra l’altro i parenti lamentano anche un eccessivo ritardo nell’esecuzione della tac.

Il gip si è riservato. Deciderà nei prossimi giorni.