Ilva,c’è la prima denuncia per omicidio volontario

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TARANTO – E’ stata depositata alla Cancelleria penale del Tribunale di Taranto la prima denuncia con la richiesta di contestazione del reato di omicidio volontario con dolo eventuale nei confronti dei legali rappresentanti dell’Ilva, già coinvolti nell’inchiesta per disastro ambientale.

A presentarla è stato l’Avv. Giuseppe Lecce del Foro di Taranto, per conto della figlia di un ex dipendente comunale che ha lavorato con mansioni da giardiniere per 30 anni in un vivaio in Contrada ‘Taranto Croce’ – nei pressi dell’ex ospedale ‘Testa’– ed è morto nel 2006 a causa di un melanoma.

“E’ risaputo – scrive l’autrice dell’esposto – che la zona presso cui mio padre ha prestato la propria attività lavorativa era ed è, tuttora, esposta agli agenti inquinanti prodotti dall’Ilva e che l’elevatissimo e allarmante tasso di inquinamento, vera e propria piaga che affligge la nostra città, è causa della crescita esponenziale di tumori e di altri gravi patologie”.

Nell’esposto viene ipotizzato il reato di omicidio colposo e “si sollecita – spiega l’Avv. Lecce – la Procura a contestare nei confronti dei legali rappresentanti dell’Ilva l’ipotesi di omicidio volontario con dolo eventuale sul presupposto che lo stabilimento siderurgico, nell’esercizio dell’attività industriale per oltre un ventennio, abbia coscientemente risparmiato sulla sicurezza degli impianti, omettendo di apprestare o predisporre dispositivi tali da contenere entro i limiti previsti l’emissione di gas, polveri, fumi ed esalazioni e quindi abbia accettato il rischio che l’attività esercitata avrebbe potuto cagionare la morte tanto dei lavoratori che dell’intera collettività”.

Il legale ha chiesto anche il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili facenti capo ai legali rappresentanti dell’Ilva.