Provincia, il Pdl attacca: “Ferrarese abbandona con le casse in dissesto”

Provincia Brindisi

BRINDISI – Tanto per parafrasare un film, dopo il già politicamente citato ‘The Truman Show’, si potrebbe parlare de ‘La Notte dei Conti Viventi’. I conti, nella fattispecie, sono quelli della Provincia di Brindisi, in rosso sangue per i Consiglieri del Pdl.

Ma i conti sono anche quelli del Collegio dei Revisori, cui gli stessi azzurri chiedono un parere in merito al piano delle alienazioni patrimoniali della Provincia.

La Conferenza al 3° piano di via De Leo verte, principalmente, sui residui attivi frutto di tali alienazioni e quindi, sui bilanci dell’ente nella gestione Ferrarese.

Secondo il centrodestra, la mancata vendita di beni avrebbe prodotto, di fatto, false aspettative contabili e quindi, bilanci tutt’altro che in regola. Ciò, unito al mancato riequilibrio del bilancio, con le dimissioni del Presidente a stoppare praticamente il Consiglio sul tema di venerdì, ecco che l’accusa è servita sul piatto d’argento. Le motivazioni addotte da Ferrarese, secondo il Consigliere d’opposizione Cosimo Ferretti, sono pregne di ipocrisie, nascondendo ben altro.

Ferrarese doveva restare al comando della Provincia di Brindisi. Ferrarese doveva avere il coraggio di affrontare i problemi. Ferrarese non doveva abbandonare un territorio affondato da una politica fatta sulle promesse, poi rivelatesi un grande bluff. Queste, ed altre, le accuse, doppiate dal Capogruppo Pdl Nicola Ciracì.

A margine, le nota rilasciata dalla controparte centrista, a firma del Capogruppo Noi Centro in Provincia Paolo Urso. “Sono esterrefatto nell’ascoltare e nell’apprendere le posizioni di esponenti di alcuni partiti che oggi contestano la decisione presa da Ferrarese che ha eseguito alla lettera quanto noi tutti consiglieri provinciali di maggioranza e opposizione gli abbiamo chiesto il giorno 26 Luglio, con la delibera che indicava in maniera diretta al Presidente di non lasciare la Provincia tranne che non fosse stato costretto ad aumentare le tasse ai cittadini e contestualmente a diminuire i servizi offerti agli stessi”. Il termine tranne, però, nella delibera non c’è. Anche da qui la molla che ha fatto scattare il Pdl.