Paradosso a S.Cesario: il reparto deserto affolla le cliniche

ospedale

S.CESARIO (LE) – Entriamo nel ‘Galateo’ con una telecamerina. Gli ambienti sono semideserti e quello che doveva diventare il polo d’eccellenza riabilitativa del Salento, in verità, pare un ospedale dimezzato.

Il reparto di Riabilitazione cardiologica è sù, al 4° piano.

Saliamo e percorriamo il corridoio su cui si affacciano le stanze di degenza o meglio, quelle che avrebbero dovuto essere le stanze di degenza con 8 posti-letto. Appena due anni fa, queste erano le premesse, mentre si benediceva l’inaugurazione del reparto con l’allora Direttore generale Guido Scoditti. Immagini di una struttura che avrebbe dovuto navigare a gonfie vele e accogliere qui i pazienti operati al cuore in tutti gli ospedali della Asl di Lecce e bisognosi di un ricovero. Da maggio, però, non è più così.

Insomma, dovremmo accontentarci del Day-hospital, un pò complicato se si viene da lontano. La causa della sospensione è che su 5 dirigenti medici assegnati al reparto, ne manca uno e tra chi c’è, due sono esonerati dalla pronta disponibilità notturna.

Con il blocco del turn over e dunque delle assunzioni, impossibile assumere un altro cardiologo. Ed è andato deserto anche il bando per la mobilità interna. Dunque, una ferrari costretta a correre come una 500, azzoppata per la mancanza di un solo, un solo medico. L’alternativa?

L’alternativa sono le cliniche private. A cui, però, la Asl paga fior di quattrini. “E’ certo che ci costa di più – ammette l’attuale Direttore generale Valdo Mellone – ma siamo in ‘Piano di rientro’ e non posso assumere un medico per recuperare la mobilità diretta verso i privati”. Un paradosso incredibile che lega le mani all’azienda sanitaria e che costa, però, fior di quattrini.

I conti infatti sono questi, riferiti – è bene precisarlo – al 2011, quando cioè al ‘Galateo’ i ricoveri  sono  stati 114, con un media, al ribasso  di 4-5 pazienti al giorno, la metà rispetto a quelli che potenzialmente  si potrebbero accogliere.

Il valore delle prestazioni computate dalla ‘Petrucciani’ ammonta a 720mila euro, dalla ‘Città di Lecce’ 780mila euro, mentre San Cesario ha prodotto ricoveri solo per 323mila euro.

Con l’azzeramento in questi mesi qui,  è ovvio che  aumenta la fuga verso le strutture private convenzionate e a fine 2012 ci sarà un’impennata dei costi.