Morti d’amianto, alla sbarra vertici di Ilva ed ex Italsider

tribunale taranto

TARANTO – Disastro colposo, omissione dolosa di cautele sul luogo di lavoro. Sono  i reati di cui  dovranno rispondere  davanti al Giudice, Massimo De Michele i 28 imputati rinviati a giudizio per la morte di 15 operai dell’Ilva, deceduti dal 2004 al 2010 per malattia professionale.

Tra gli  imputati ci sono Emilio Riva, suo figlio Fabio, il Direttore dello stabilimento Luigi Caporosso, ma anche Giorgio Zappa, già Direttore generale di Finmeccanica, ex Direttore generale dell’Italsider.

Nel processo si farà luce rispetto al destino di decine di operai dell’Italsider prima e dell’Ilva poi morti  tra il 2004 e il2010 a seguito dell’esposizione alle fibre di amianto presenti nello stabilimento siderurgico.

Stando all’accusa, gli imputati avrebbero: “Omesso nell’esercizio ovvero nella direzione dell’impresa, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, di adottare cautele che secondo l’esperienza e la tecnica sarebbero state necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro, in particolare impianti di aspirazione nonché sistemi di abbattimenti delle polveri-fibre contenenti amianto, idonei a salvaguardare l’ambiente di lavoro dall’aggressione del suddetto materiale cancerogeno, nonché omettevano di far eseguire in luoghi separati le lavorazioni afferenti al rischio di inalazione delle polveri-fibre di amianto, unitamente ad altre adeguate misure di prevenzione ambientali e personali atte a ridurre la concentrazione e la diffusione delle polveri-fibre di amianto generatesi durante le lavorazioni a tutela dei lavoratori dipendenti dello stabilimento Ilva, ripetutamente esposti ad amianto durante lo svolgimento di attività lavorative”.