Usura ed estorsione, sotto interrogatorio gli arrestati

tribunale brindisi

BRINDISI – “Io ti levo il cuore, mi mangio il cuore che hai”. E’ questa una delle tante minacce verbali che l’imprenditore di Erchie ha dovuto subire da Angelo Librato, arrestato dai carabinieri di Francavilla Fontana, insieme a Gianfranco Mezzolla, per usura ed estorsione.

I due, difesi rispettivamente dagli Avvocati Ladislao Massari e Tiziana Dell’Anna, sono in queste ore, al cospetto del giudice per l’interrogatorio di garanzia e dovranno difendersi dalle accuse mosse dalla Procura di Brindisi.

Parlava duramente, senza mezzi termini, lo scorso 5 settembre, il 32enne di Mesagne per cercare di intimorire la vittima che a un certo punto, stanca delle intimidazioni, ha denunciato tutto ai carabinieri.

A Mezzolla l’imprenditore aveva consegnato 5mila euro al mese per tutto il 2011, in totale 60mila euro, corrispondenti gli interessi da capogiro maturati su un prestito iniziale di appena 14mila euro.

Ma le richieste estorsive sono andate avanti: è qui che entrato in gioco Librato per riscuotere altro denaro, altri 24mila euro. Dall’inzio del 2012 fino al mese di settembre, l’imprenditore di Erchie ha dovuto affrontare l’ira dei suoi aguzzini, sempre più spietati.

Più volte Librato lo ha incontrato, presentandosi in una circostanza come il cognato di Francesco Campana e da ultimo, il 12 settembre davanti al mancato pagamento, lo ha sollecitato a fare le valigie e a sparire da Erchie.

Con Mezzolla e Librato ha dovuto fare i conti anche una conoscente della vittima che per cercare di saldare i debiti dell’amico e liberarlo dagli strozzini, ha persino richiesto un prestito, subendo anch’essa delle minacce.