Primarie e politiche, Pd e Pdl alle grandi manovre

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LECCE – A vedere il calendario dei big in programma per il week end a Lecce, non ci sono dubbi: siamo in piena campagna elettorale e sia nel centrosinistra che nel centrodestra iniziano le grandi manovre.

Dai rottamatori pronti a rivoluzionare il Pd, anche locale, al Pdl, che vede il primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, sempre più proiettato su scenari nazionali con l’iniziativa ‘L’Italia chiamò’ promossa da 12 Sindaci formattatori del Pdl, ma con occhi sempre vigili su Bari e sullo scranno da Presidente della Regione che presto potrebbe liberarsi.

Per il Partito Democratico, in molti attendono il rottamatore Matteo Renzi che posteggerà il suo camper sabato presso il multisala ‘Massimo’. Dal Capogruppo del Pd al Comune di Lecce ed organizzatore dell’evento, Paolo Foresio ad un altro esponente di peso in quel di via tasso che si riscopre anch’egli rottamatore sì, ma di correnti.

E’ un agguerrito Antonio Rotundo pronto a picconare i capicorrente all’interno del partito. Se per l’appuntamento con il Sindaco di Firenze si iniziano a contare le assenze dei big del Pd, così come accaduto nel precedente appuntamento si prevede il pienone, invece, con tanto di Segretario regionale Sergio Blasi, per Matteo Orfini che sarà ospite a Nardò di Marcello Risi, il quale non ha ancora definito la tessera d’appartenenza, un pò per tattica, vista la velata voglia di far le valige per Roma e quindi meglio avere più tavoli di gioco aperti: che sia Pd come anche Udc.

Un Partito democratico sempre più diviso fra fazioni contrapposte, quindi, che potrebbe lasciare numerosi feriti su campo in vista anche del Congresso cittadino in programma per il 13 e 14 ottobre.

A meno che non si decida di evitare la conta e si opti per un colpo di scena che metta tutti d’accordo. Simil discorso in casa Pdl. Che Paolo Perrone voglia emergere a livello nazionale inizia a diventare opinion comune a molti come il fatto che la manovra denominata ‘L’Italia chiamò’ promossa insieme ad altri colleghi d’Italia, possa servirgli per rendere più semplice la sua discesa in campo per la conquista della Regione Puglia.

E se qualcuno, qualche mese fa, bollava come fantapolitica l’aspirazione di un Sindaco neoriconfermato con largo consenso, ora inizia a ricredersi. Ma la strada potrebbe essere piena di ostacoli e tranelli, costruiti anche da compagni di partito.

Commenti

  1. silver account scrive:

    Alle elezioni politiche del 1976 il partito socialista ottiene gli stessi risultati elettorali del 1972 , il punto più basso di sempre mai raggiunto dal PSI, con un’imprevista flessione negativa rispetto al precedente turno di elezioni amministrative. Lo squilibrio elettorale col PCI sfiora il 25%. Alle elezioni politiche del 1976 dunque il Partito Socialista dopo una campagna per l’alternativa di sinistra alla DC ottenne il risultato elettorale più basso di sempre; in ogni caso, nel 1976, dopo le elezioni politiche, proprio dal PSI la sopraddetta alternativa era stata resa possibile: vi fu il “non dissenso” di PSDI , PRI e DP ma non l’assenso del PCI.