Ferrarese si dimette e guarda oltre

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BRINDISI – “Vado via, perchè non me la sento di pugnalare i miei concittadini”. Le parole di Massimo Ferrarese, da poche ore ex Presidente della Provincia di Brindisi, sono pesate e racchiudono in sé una manovra politica a dir poco impeccabile che apre nuove orizzonti.

Roma, ma non viene scartata nemmeno l’opzione Bari.

In conferenza stampa, spiega i motivi che lo hanno indotto alle dimissioni: “Ho chiesto ai dirigenti di presentare i conti dell’ente e le conseguenze della spending review. Per poter approvare gli equilibri di bilancio dovrei aumentare le tasse e tagliare i servizi, non sarò io il Presidente che farà tutto questo”, dice con tono perentorio.

Ma cosa accadrà. Già da ottobre gli automobilisti vedranno lievitare la Rc auto per una manovra dapprima di 243mila euro destinata a raggiungere i 3 milioni e 600mila euro da gennaio 2013. Brindisi schizzerà fra le Province con il tetto massimo dell’aliquota.

Per restare nel campo dei trasporti, sempre dal prossimo anno, verrà meno 1 milione e 200mila euro per la Stp, ciò si traduce nell’aumento del biglietto.

E come se non bastasse occorrerà tagliare servizi importantissimi che riguardano l’assistenza sociale, come il trasporto di disabili ed audiolesi, non si potranno assicurare 1.000 km di strade e non si potrà investire in cultura e turismo, oltre che chiudere l’Università.

Per queste ragioni, Ferrarese non ci sta, non condivide la manovra che il Governo impone e, quindi, si dimette insieme al Consiglio provinciale, garantendo con quel milione e 200mila euro di costi della politica, l’assistenza sociale. Questa è la cronaca. Poi c’è la politica e quella che in gergo, viene definita ‘manovra pulita’, ossia senza sbavature.

Ferrarese sa bene che mettere le mani nelle tasche dei cittadini, dopo aver promesso in Consiglio provinciale di non aumentare le tasse, sarebbe stata una scelta elettoralmente devastante. Quindi, uscire di scena nel momento giusto e con i propositi giusti, rilancia l’immagine di un ex Presidente che, attenzione, non va via, cambia solo sede: da quella istituzionale a quella politica.

Il movimento Noi centro, di cui è Presidente, ha messo radici in pò tutta la Regione. E’ lui stesso a non negare la candidatura in Parlamento, per fare gli interessi dei brindisini, dice, cosa che non hanno fatto i tanti ‘Schettino’ del territorio che la legge 135 l’hanno pure votata, condannando Brindisi all’affondo.

Ma oltre a Roma potrebbe aprirsi uno spiraglio su Bari e, quindi, correre per la Presidenza della Regione Puglia. Opzione che lo stesso Ferrarese non scarta.

Prima di andare via, verso nuovi lidi, Massimo Ferrarese ha fatto depositare la richiesta di costituzione di parte civile nei confronti del procedimento giudiziario  contro Enel. Palazzo Nervegna chiede 500 milioni di euro e un danno ambientale di 75 milioni di euro sino al 2006.

Ultimo atto dell’ultimo Presidente di una Provincia, quella di Brindisi, che non esiste più.