Usura, estorsioni e violenza: in manette il duo ‘Librato-Mezzolla’

carabinieri

ERCHIE (BR) – Interessi usurari da capogiro, violenza e minacce. Per anni un  imprenditore brindisino è stato vittima del disegno criminoso di due strozzini, arrestati nelle scorse ore dai carabinieri di Francavilla Fontana. Si chiama ‘Last Cash’ l’operazione che ha portato in carcere Gianfranco Mezzolla, 45enne di San Pancrazio Salentino e Angelo Librato, 32enne di Mesagne.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini avviate in seguito alla denuncia di un imprenditore di Erchie, il duo ha agito in più occasioni arrivando a chiedere 65mila euro di interessi, maturati in poco più di un anno, a fronte di un prestito iniziale di 10mila euro.

Diversi gli episodi ricostruiti dagli inquirenti, episodi in cui non emergono esclusivamente richieste di denaro: in un caso Mezzolla e Librato si sono fatti consegnare dalla vittima un’Audi A3 per saldare i conti.

E più volte è stata usata la violenza pur di assicurarsi un profitto: nel maggio 2012, l’imprenditore è stato picchiato con un bastone in legno e tirapugni, riportando la frattura di due costole, ad agosto, invece, Librato lo ha minacciato un  con la pistola, vantando la propria parentela con il boss della Scu Francesco Campana.

Si è arrivati persino ad un’incursione in casa della vittima con una pala meccanica. Ma c’è di più: in seguito alla denuncia dello scorso 28 agosto, le indagini hanno consentito di sventare una rapina ai danni dell’Ufficio postale di San Pancrazio.

Librato e Mezzolla l’avevano pianificata da tempo e avrebbero agito proprio in queste ore per recuperare il credito da una dipendente postale che aveva rapporti d’amicizia con la vittima.

Grazie a pedinamenti, riprese audio video e altro materiale, i carabinieri hanno portato allo scoperto gli affari dei due usurai arrestati per usura ed estorsione continuata, in concorso e aggravate sia dal rilevante danno economico che dall’aver approfittato dello stato di bisogno della vittima. Gli inquirenti non escludono che altri imprenditori e commercianti della provincia di Brindisi siano caduti nella loro rete.