Comitato d’affari in casa Fasano? L’ex Assessore nega

flavio fasano

LECCE – Nessuna irregolarità dietro la procedura della gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica stradale della provincia di Lecce che si è tenuta nel 2008. A spiegarlo davanti al Collegio della II sezione penale del tribunale salentino, presieduto dal Giudice Roberto Tanisi, è Flavio Fasano, ex Sindaco di Gallipoli ed ex Assessore della Provincia, imputato numero uno nel processo nato dall’inchiesta ‘Galatea 2’, coordinata dal Pubblico Ministero Elsa Valeria Mignone.

Partendo dal luglio 2008, quando è divenuto Assessore, Fasano, carte alla mano, ha ricostruito tutti i passaggi della procedura adottata. “La situazione ereditata dalla precedente amministrazione era piuttosto problematica – ha detto l’ex Sindaco – c’erano 7.000 cartelloni abusivi sulle strade salentine.

Su richiesta degli imprenditori Siciliano e La Gioia che mi contattarono per spiegarmi che ogni loro proposta non riceveva risposte da parte dell’amministrazione provinciale, chiesi all’Ingegner Stefano Zampino, dirigente del Servizio strade della Provincia di Lecce, di fornirmi una relazione che mi permettesse di avere un quadro completo della situazione. Ed effettivamente – ha proseguito Fasano – la relazione poi redatta, evidenziava  la gravità della situazione”.

L’imputato ha fatto riferimento ad una delibera di Consiglio della precedente amministrazione che richiedeva l’‘esternalizzazione’ della risoluzione del problema dell’abusivismo pubblicitario, di difficile gestione da parte della provincia.

Questo è quello che avrebbe provato a realizzare lui, una volta entrato a far parte della giunta. Nessun incontro ci sarebbe stato, ha spiegato l’ex Assessore, a casa sua la sera del 27 dicembre 2008, tra lui e i soci della Cotup, la società che poi ha vinto la gara d’appalto. Tra loro figurano proprio gli altri imputati Siciliano e La Gioia e Paolo Piccolo, Segretario del Pd gallipolino.

Dalle intercettazioni telefoniche contestate dalla Procura emergerebbero però una serie di conversazioni tra Fasano e gli altri imputati per prendere accordi sulla presunta assemblea che si doveva svolgere a casa dell’ex Sindaco, quel sabato pomeriggio.

Che interesse avrebbe avuto Fasano a partecipare all’assemblea dei soci di un’azienda che doveva prender parte alla gara? Fasano ha negato: a casa sua, ha detto, non si sarebbe tenuta alcuna riunione.

Oltre alla gara d’appalto per la rimozione della cartellonistica abusiva, sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori sono finiti anche il progetto per la realizzazione dell´Istituto nautico di Gallipoli, avviato dalla Provincia di Lecce nel 2009 e l’assunzione di un dirigente nel Comune di Parabita.

L’ascolto di Fasano è ancora in corso.